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Un dio indiscusso e indiscutibile, ovvero: bestemmiare un arbitro - Tombolini e don Paganini

Su Current stanno dando un collage di documentari sul Vaticano. Hanno appena raccontato qualcosa sullo IOR, Vito Ciancimino, Bernardo Provenzano e GP II (mentre pare che BXVI stia cercando di ripulire un po', dice Gianluigi Nuzzi) e sono passati a parlare della Clericus Cup, il «mondiale vaticano» in cui squadre di seminaristi si confrontano. Da quando c'è stata la crisi delle vocazioni e quindi i seminari si sono svuotati di brufolosi sfigati italiani e riempiti di congolesi e nigeriani in piissima fuga dalla povertà, il tasso tecnico della Clericus Cup si è sensibilmente innalzato.  A farla da padrone, a quanto pare, è comunque la Mater Ecclesiae, la squadra del seminario latinoamericano di Roma, sponsorizzata tra l'altro da INA Assitalia.

Particolarmente interessanti, però, le parole di don Claudio Paganini, che di mestiere fa il Consulente Ecclesiastico Nazionale del Centro Sportivo Italiano e che tempo fa aveva fatto il consulente spirituale del Brescia Calcio (eh?!). Ecco, don Paganini dice che il calcio è metafora della religione:

«Ad esempio, i tifosi sugli spalti cantano, come si canta in chiesa. E come non vedere nell'arbitro un Dio indiscusso e indiscutibile? E nel regolamento del giuoco del calcio, come non vedere i Dieci Comandamenti?».

L'arbitro come dio indiscusso e indiscutibile? E Biscardi, la moviola di Tombolini, l'esistenza stessa della moviola? E poi mi offro volontario per portare don Paganini in curva, una domenica di queste, a sentire cosa si dice dell'arbitro, della sua signora e di tutti i suoi parenti. Oltre a quello che si dice del suo dio indiscusso e indiscutibile, tra l'altro...

Secondo me, se Current lo re-intervista tra un mesetto si risparmia l'analogia...

Pubblicato il 4/10/2009 alle 18.6 nella rubrica Benedetto Benedetto!.

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