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La rentrée, tre mac e l'improvvisazione di un cappuccino

La biblioteca di quartiere, che con immenso entusiasmo avevo scoperto chiamarsi François Villon, è chiusa la mattina, come se fossimo in Italia. Anzi, come se fossimo in un pessimo sistema bibliotecario italiano. Domani è la rentrée, in Francia: i ragazzini ricominciano la scuola e c'è tutta una frenesia da fine delle vacanze, in giro. Sarà per questo che, esattamente in linea con quanto annunciato ieri dal mio mac e dalla météo di TF1, oggi piove parecchio. Non violentemente, ma in modo deciso e autunnale, di modo da preparare - appunto - la rentrée. Che si fa, dunque, quando la biblioteca Villon è chiusa e tu vuoi chiarirti le idee prima di incontrare Madame X? Il parco, va da sé, non è una buona idea: è umido quando il clima è secco, non posso immaginare sous la pluie. Dunque un caffè, scelgo questo in Bd de la Vilette, piuttosto carino con delle biciclette appese al soffitto, il menu scritto col gesso su lavagnette verdi, una giovane col mac che mi dà le spalle e che parla con qualche parente su skype (che qui c'è il wifi, mi raccomando: uì-fì), un signore corpulento con un mac e la kippah, due ragazze, sedute fuori perché son tabagiste, e un fascinoso blogger con un mac. Ordino un café-au-lait (2 euro e 50) e il cameriere calvo mi porta un caffè lungo in tazza grande con un bricco di metallo pieno di latte insolitamente schiumoso. Mi invento un cappuccino, mi stringo un po' nel maglioncino di lana (e acrilico) che potrebbe essere il miglior alleato prima dell'arrivo del cambio invernale, e inizio a chiarirmi le idee.

Dunque, dove eravamo rimasti cinque mesi fa?

Pubblicato il 1/9/2009 alle 11.13 nella rubrica Diario.

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