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Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
4 ottobre 2009
Un dio indiscusso e indiscutibile, ovvero: bestemmiare un arbitro - Tombolini e don Paganini
Su Current stanno dando un collage di documentari sul Vaticano. Hanno appena raccontato qualcosa sullo IOR, Vito Ciancimino, Bernardo Provenzano e GP II (mentre pare che BXVI stia cercando di ripulire un po', dice Gianluigi Nuzzi) e sono passati a parlare della Clericus Cup, il «mondiale vaticano» in cui squadre di seminaristi si confrontano. Da quando c'è stata la crisi delle vocazioni e quindi i seminari si sono svuotati di brufolosi sfigati italiani e riempiti di congolesi e nigeriani in piissima fuga dalla povertà, il tasso tecnico della Clericus Cup si è sensibilmente innalzato.  A farla da padrone, a quanto pare, è comunque la Mater Ecclesiae, la squadra del seminario latinoamericano di Roma, sponsorizzata tra l'altro da INA Assitalia.

Particolarmente interessanti, però, le parole di don Claudio Paganini, che di mestiere fa il Consulente Ecclesiastico Nazionale del Centro Sportivo Italiano e che tempo fa aveva fatto il consulente spirituale del Brescia Calcio (eh?!). Ecco, don Paganini dice che il calcio è metafora della religione:

«Ad esempio, i tifosi sugli spalti cantano, come si canta in chiesa. E come non vedere nell'arbitro un Dio indiscusso e indiscutibile? E nel regolamento del giuoco del calcio, come non vedere i Dieci Comandamenti?».

L'arbitro come dio indiscusso e indiscutibile? E Biscardi, la moviola di Tombolini, l'esistenza stessa della moviola? E poi mi offro volontario per portare don Paganini in curva, una domenica di queste, a sentire cosa si dice dell'arbitro, della sua signora e di tutti i suoi parenti. Oltre a quello che si dice del suo dio indiscusso e indiscutibile, tra l'altro...

Secondo me, se Current lo re-intervista tra un mesetto si risparmia l'analogia...

17 luglio 2009
Pope's Fist, con qualche suggerimento in appendice per mons. Gänswein

Mentre tra me e me canticchiavo Milva, che oggi compie ventun'anni, e immaginavo cosa le avrei regalato se mi avesse invitato a un party di compleanno, scopro che B XVI è caduto, si è rotto un polso e ora lo stanno operando. Apprendo anche che, al di là delle malignità dei blogger di ogni angolo d'Italia, non si è rotto il polso per cause pornografiche ma è scivolato in bagno.


In bagno, come GP II quando si è spaccato il femore (o era il braccio?). Possibile che l'Osservatore Romano non faccia un'inchiesta sull'assenza di tappetini di gomma o fiorellini antiscivolo nelle docce vaticane?




In bagno mettete il tappetino o le strisce antiscivolo nella doccia. Le porte della doccia devono essere di plastica antisfondamento o di vetro temperato. Controllate sempre la temperatura dell'acqua prima di mettere il bambino nella vasca e controllate sempre la temperatura dell'acqua che aggiungete quando il bambino è nella vasca. La caldaia va tenuta a meno di cinquanta gradi. Staccate la spina di rasoi, spazzolini elettrici, phon e radio dopo averli usati.

1 marzo 2009
Decretazione d'urgenza e Angelus
Qualcosa mi dice che stavolta non faranno un decreto d'urgenza per accontentarlo. A meno che non si concentrino sugli angeli e propongano la Giornata Nazionale dell'Angelo...
28 ottobre 2008
Visitors. La Santa Sede e un bambino.

Poco fa ho narcisisticamente controllato le ultime quindici visite al mio blog e ho fatto una scoperta esaltante:



holy seee



Caspita, mi dico, mi leggono dal Vaticano! non soltanto dalla Città del Vaticano ma proprio dalla Santa Sede! Proprio dall'ufficio di B XVI mi leggono, mi visitano, mi guardano! Molto, molto emozionato (e un po' imbarazzato per la rubrica Benedetto Benedetto!) ho controllato le chiavi di ricerca con cui oggi sono finiti sul mio blog per individuare cosa cercasse il Cardinale Curiale quando è finito su Suibhne.


E ho fatto una scoperta ancor più inquietante...




bambino

24 agosto 2008
I risultati del Genoa e il papa

Oggi il Genoa gioca in Coppa Italia. A me, notoriamente, frega poco ma come raccontavo qui ho un certo acritico e pavloviano interesse per i risultati della partita, non fosse altro perché se finisce male mio padre si incazza e in casa non si vive più. Come il solito do un'occhiata su Primocanale o Telecittà per vedere come sta andando, non spesso visto che mio padre crede che porti sfiga e quindi evito quando meno di farglielo sapere. La partita è iniziata da venti minuti e, posato Amos Oz che non riesce ad appassionarmi, accendo su Primocanale. C'è piazza Matteotti piena di gente, piove e fa freddo, la folla grida Bee-ne-detto! e, giustocielo!, c'è BXVI a Genova, quattro mesi fa.  Decido di guardare un po': sul palco ci sono lui, Bertone e Bagnasco, una cosa che fa paura. In piazza ho individuato due persone che conosco e che già precedentemente non stimavo più uno che forse era un mio suddito kakasso ma in tempo di Pd non mi sorprendo più di nulla. Un coro inquietante dice che "Riceveremo forza dall'alto, / lo spirito verrà sopra di noi / saremo testimoni dell'amore / incendieremo il mondo" e mi viene da chiamare il 1515. Non capisco perché non ci sia Giovanni Porcella che commenta il Genoa e forse ora il papa sta baciando una mia ex compagna del liceo ma forse non è lei e sono io che sto diventando più paranoico di Stalin. Che odore avrà il papa, mi chiedo mentre vedo undici missionari che lo abbracciano? Puzzerà di vecchio o profumerà di amido per camice? Perché tutti quelli che abbracciano il papa hanno l'apparecchio ai denti? In piazza c'è uno striscione che dice "Conta su di noi", ricordando forse il programma di Jocelyn, e Benvenuto Benedetto! dalle finestre sopra la libreria delle Paoline, mentre all'ultimo piano di quello stesso palazzo, dove campeggiava il PRODI PENSACI TU durante il G8 le finestre sono chiuse sbarrate. Già Prodi, cent'anni fa... In piazza sventolano solo bandiere di Genova, perché anche ai cattolici nostri piace la Repubblica si vede. A me fan paura gli occhi di quelli in prima fila, una selva di mani lo riprende con il cellulare, come passasse una Velina. BXVI non ne ha voglia e si vede, ha lo sguardo di chi pensa "Per colpa di quel polacco invece di pregare mi tocca fare 'ste stupidaggini" e un po' lo capisco, perché lui è un uomo di un altro tempo e in quel tempo vorrebbe stare. Ad un tratto sparano coriandoli in aria e Davide Lentini dice che "Il papa che guarda con occhi di speranza perfino questi francobolli di carta". In quel perfino c'è tutto un mondo e Davide Lentini lo sa. Ma come farà BXVI a pronunciare konsveto?


Zero a zero, dice Telenord.




- Ciao Michele, sono Simone, sono cattolico, siamo tutti cattolici e ti vogliamo conoscere tutti. Tu la pensi come noi, siamo molto simili! Tu come ti definiresti?
- Mi ricordo... ateo e materialista
- Michele, io sono contento che tu esisti. Tu sei contento che io esista?
- NO! NOOOOO!

moda
16 luglio 2008
+++ ESCLUSIVO: Benedetto XVI apre ai gay +++



Discover Village People!

E poi guardatelo qui! Quello sta in barella, mezzo morto e lui che fa? si prova il cappello! Guardate è un genio, quell'uomo....

2 gennaio 2008
La ciccia e la censura vaticana
E' dal 31 dicembre che ci faccio caso, ma per ora niente. Non al Tg 1, non al Tg della 7, non al Tg2 né a quello regionale. Nessuno, a meno che non mi sbagli, ha ancora dato la notizia che "Tra Natale e Capodanno gli italiani sono ingrassati in media di tre chili". Nessuno ha intervistato i nutrizionisti che ci spiegano come dimagrire e come sia importante mangiare tutto evitando stravizi, nessuno ci ha mostrato le immagini di repertorio con il cameriere anni '80 che serve champagne alla signora  rossa cotonata di fresco. Certo, al mondo ci sono questioni più importanti ma questo non è mai stato un problema per un sistema televisivo che - giustamente - pone l'accento sul cambio di stagione, su come vincere l'influenza (LettoLatteLana) o su cosa cucinare a Capodanno. No, è ovvio che ci deve essere qualcosa sotto, mi sono detto.
Poi ho capito quando ho visto le immagini dell'angelus in cui B XVI diceva che il pene della società è la famiglia e se ci sono le guerre è perché non ci sono abbastanza  tutele alla famiglia. Al di là del fatto che a San Luca potrebbero raccontare qualcosa sull'importanza della famiglia come elemento pacificatore, ho capito che ci troviamo di fronte a una nuova censura vaticana. Ma avete visto quanto è ingrassato il papa?



Trovare la foto è stato difficilissimo, come per Fidel Castro le foto che si trovano in rete risalgono a tempo fa, verosimilmente a prima che B XVI si strafogasse di zamponi, cotechini, Bratwurst, Bockwurst, Rohwurst, Cervelat di San Gallo, Weisswurst, Frankfurter, Wienerwurst, Leberwurst, prima che spalmasse tutto di maionese, prima che celebrasse la nascita del redentore sgranocchiando come un ossesso panetti di burro e, ovviamente, cetriolini. Avete visto il doppio mento, lo sguardo soddisfatto dell'uomo satollo? Ecco, deve averlo notato anche il caporedattore di ogni telegiornale italiano. Per non fare arrabbiare il santo padre, che – come tutti quelli che portano calzini rossi – è assai suscettibile e detesta che gli si faccia notare che mette su peso, la notizia che ogni anno ci delizia è stata censurata e, per fare felice il santo padre, che – come tutti quelli che sono vicari di Cristo in terra – ha un certo potere, è stata sostituita da un bel dibattito sulla 194.

Per il bene del paese, qualcuno potrebbe convincere Antonio Migliaccio a mettersi in contatto con Georg Ganswein?
spettacoli
13 dicembre 2007
Il papa al pascolo. Milka e la Santa Sede.

Ieri si parlava di satira con la mia collega schwizzera di Lucerna. Pare che la TV svizzero-tedesca abbia spostato un programma di satira, dal titolo Punk.CH, dalle otto di sera alle dieci di sera perché era troppo severo con il Consiglio Federale e coi politici, nel tentativo di ridurne gli spettatori. Ovviamente invano e la trasmissione è continuata fino a che il presentatore non ha deciso di dedicarsi ad altro. È evidente che i dirigenti SF dovrebbero tenere un corso di aggiornamento tenuto da un certo numero di direttori di rete italiani. Ad ogni modo, visto che l'italiano all'estero prova un sordo piacere masochista a dimostrare che da noi è sempre peggio, le ho spiegato di Luttazzi e del programma sospeso perché avrebbe criticato il papa. Al che lei, calvinista di origine hussita, dice "Ah bon… il est une vache sacrée".

Ora, io lo so che si dice anche in italiano che uno è una vacca sacra per dire che è intoccabile. Però sentirlo dire in una lingua straniera me l'ha fatto immaginare un po' vacca e un po' sacro, una via di mezzo tra la mucca della Milka e un vikingo, tra un alemanno con le corna e un placido bovino con gli occhi umidi. E poi l'ho visualizzato. Vestito oversize con l'oro da gran festa e con le corna che spuntano dalla mitra, che mi guarda negli occhi e mi dice muuuu. E rido ancora adesso.


Dite che mi chiudono il blog perché ho detto che il papa è una vacca?


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24 novembre 2007
Bagnasco, la moviola e la berretta. Ritorno in Italia.

Ieri sera sono arrivato alle sei meno un quarto. A cena ho mangiato la farinata e la pizza poi ho preso un caffè. Ristretto, molto ristretto. Stamattina mi sono svegliato e su Rai Uno, Telecittà e Primocanale c’era sua santità BXVI che metteva la berretta ai nuovi cardinali. Non ne ha centrato uno, tra l’altro, e li metteva in modo un po’ precario, piegati sulle ventitré. Attualmente BXVI, vestito oversize come Mondomarcio, sta celebrando in latino e una sorta di Olga Fernando però uomo traduce simultaneamente e la cosa mi manda in brodo di giuggiole.

Ad ogni modo, su Rai Uno c’è Aldo Maria Valli, quell’uomo che tu avverti giovane perché te lo ricordi quando lo era, ma che è invecchiato di dieci anni in dieci giorni. Qualcuno mi sa dire che fine ha fatto Giuseppe De Carli? Quello con la faccia da sacrestano dell’ACR, quello un po’ contadinotto con le orecchie a sventola e che si vede che ci crede… non è che l’han fatto fuori, vero?

Sono tornato in Italia evidentemente. Oddio su Primocanale stanno facendo la moviola dell’imberrettamento di Bagnasco. Non credo a quello che sto vedendo.

Su Raiuno BXVI non c'è più, oppure si è vestito da Raffaella Carrà e balla balla balla nel suo castello... che paese, gente...

Quest'Italia che respira
Sempre bella e c'è un perché
Questa gente le vuol bene
Questa gente è come me

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moda
21 novembre 2007
Suibh' bambino, le suore e il papa

Non so se riuscite a immaginarvelo, ma da bambino avevo una certa mania di protagonismo e un certo senso della scena. Il che significa che ero un bambino invadente, rompipalle e che parlavo sempre. Non so se riuscite a immaginarvelo. Ad ogni modo, tanto invadente, tanto rompipalle e tanto ciarliero che a due anni mia nonna convinse i miei genitori a cercarmi un asilo dove parcheggiarmi perché, poveretta, potesse respirare qualche ora al giorno. Io ero assai elettrizzato dalla cosa, che vedevo come una promozione sul campo: caspita, all'asilo prima degli altri!

Purtroppo le scuole materne della Repubblica non accetta(va?)no bambini troppo precoci e fu così che finii in un asilo di suore, sulle alture di Genova. Era un gran bell'asilo e io chiacchieravo costantemente con suor Giulia, una suora che ricordo corpulenta, bianca e odorosa di acquasanta. Perché io all'epoca, e in fondo in fondo anche ora, sono convinto che l'acqua santa abbia un odore particolare. Lo so che è acqua e non odora di niente, ma c'è un odore particolare che si trova in determinati luoghi che io ho sempre creduto essere quello dell'acqua santa. Ad ogni modo, suor Giulia mi voleva molto bene e apprezzava soprattutto quando raccontavo le barzellette. Io non so che barzellette raccontassi, so solo che avevo un adorabile caschetto biondo e dovevo essere davvero un frugoletto delizioso. Una mattina venne a trovarci il parroco e tranquillizzo le persone che si stanno agitando, non diventerà un post sui preti pedofili. Suor Giulia, che come ogni adulto che si relaziona con un bambino era fiera e convinta che ogni cosa che io sapessi, dicessi o facessi fosse diretta conseguenza della sua influenza su di me, raccontò al parroco quale meraviglioso dicitore di barzellette fossi. Ecco, io ero un rompipalle ma ero anche molto, molto timido e sono sicuro che questo riuscite a immaginarvelo. Vedere l'immensa suor Giulia e il grosso prete nero che incombevano su di me per farmi dire una barzelletta mi inibì sconfinatamente e dissi: "Ma no, qui in basso… no… non ho neanche un palcoscenico…" sperando di cavarmela. Allora suor Giulia mi prese in braccio, mi mise su un banco e capii di non essere affatto salvo. "Dai, di' la barzelletta al parroco!" diceva la suora e il prete sorrideva, credo. A quel punto risi e dissi "Eh ma no! qui sono troppo alto! Mi sento il papa!" tutti risero e io fui salvo.

Non so bene perché io, che alto non sarei stato mai, collegassi lo stare in alto all'essere papa ma immagino mi riferissi alla finestra in piazza san Pietro o qualcosa del genere. Quel che è certo è che non sapevo, all'epoca, che il papa avesse le scarpe rosse.

Cose che invece sanno i bambini schwizzeri, calvinisti o protestanti, per i quali è stato scritto questo libro, che ho visto in vendita in Zwingliplatz (guarda caso), vicino al Grossmünster. Ho pensato vi avrebbe entusiasmato.
papa, benedetto xvi, scarpe rosse, fashon
Perché il papa indossa scarpe rosse? Le domande dei bambini a Benedetto XVI

E poi è un secolo che non parlo di Benedetto, qui non se ne parla mai!



permalink | inviato da suibhne il 21/11/2007 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
18 marzo 2007
Real Men Wear Pink, ovvero: Pretty in Pink

Qualche tempo fa andava l’arancione. Il mondo si era adeguato e tutti si erano comprati almeno una maglietta arancione. Anche io mi ero adeguato perché, in fin dei conti, l’arancione mi stava molto bene. Poi le cose passano, io – avendo investito in arancione – continuo a mettermi le magliette arancioni ma sono sempre più solo. Da un paio di anni, invece, sull’onda della metrosexuality pare vada il rosa. Non esiste un truzzetto di periferia, né un giovane che studia ingegneria, non c’è un adolescente dal sopracciglio tagliato, né un tipo con i pantaloni a mezzoculo che non ostenti una camicia o una maglietta rosa. A me il rosa fa davvero cagare, mi infastidisce mi fa pensare alla Pantera Rosa (nel senso del cartone animato, quanto lo odiavo!), al gelato alla fragola&conservanti che mangiavo in campagna, al tenerone, allo zucchero filato. Mi fa pensare a quei chewing gum disgustosi al gusto di schifo rosa che si trovano nei distributori automatici.

Oggi però mentre guardavo il Tg mi sono accorto che non tutti sono d'accordo con me.






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12 febbraio 2007
Il Papa ha ragione: le leggi umane non possono sovvertire la famiglia

Ora inizio a infastidirmi. Come sempre il Santo Padre è stato frainteso e anche oggi aveva ragione. Sia il disegno di legge approvato dal governo (sì lo sappiamo, insufficiente e pasticciato) che le proposte di legge più ragionevoli e moderne sui Pacs aggiungono all’istituto del matrimonio un’altra possibilità ed è per questo che intaccano minimamente la famiglia.
B XVI, come sempre, l'ha ben notato e infatti dice che “Le lecci umane non possono soffertire la famiglia”. La stampa di regime e molti di voi ha travisato: non è un imperativo del tipo "le leggi non si azzardino a sovvertire l'ordine che Iddio ha voluto" ma piuttosto una constatazione "le leggi non sono in grado di sovvertire il radicatissimo istituto della famiglia italiana".
Niente paura, la famiglia italiana continuerà a vivere, resterà quella mirabile incubatrice di frustrazioni, odi, violenze fisiche e psicologiche, abusi su minori che è sempre stata e a cui siamo tanto affezionati. Viva le belle famiglie italiane, che nessuna legge umana può soffertire!


Purtroppo




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28 ottobre 2006
Miracolo vaticano

Sorprendenti notizie dal Vaticano. In un discorso rivolto ai vescovi irlandesi, il santo padre B XVI si è preso le sue responsabilità a nome della chiesa e ha chiesto scusa ai minori vittime di abusi da parte di preti.

Uomini di poca fede, noi che siamo rimasti stupiti. Stavolta non sono passati neanche cinquecento anni!




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SOCIETA'
18 settembre 2006
Citazioni papali: Jack Nicholson e B XVI

B XVI ha finalmente dato una spiegazione. Voi sapete la fiducia che mi lega a quell'uomo e non aspettavo altro che questo, una Sua parola che facesse luce su quanto realmente volesse dire nel discorso a Regensburg. Dice che la sua frase è stata travisata, che la sua era solo una citazione che non era stata compresa e si è detto rammaricato del misunderstanding. E siccome lui è un uomo di pace, saggio e colto ha deciso di venire incontro ai musulmani e a noi un po' meno teologicamente edotti con un'altra citazione, non di Michele II Paleologo ma di Jack Nicholson:





"Musulmani? tesori, luci della mia vita! Non vi farò niente! Solo che dovete lasciarmi finire la frase di ieri. Hey davvero, ho detto che non vi farò niente! Soltanto, quella testa te la spacco in due, quella tua testolina te la faccio a pezzi"

Ora sì che è chiaro! E a mani nude.

Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli. Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli...




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politica interna
25 luglio 2006
Benedetto Cartoon

Voi lo sapete. A me lui è tanto simpatico e lo seguo con affetto da ormai un anno e mezzo. Solo che io sono sincero e riconosco che anche lui è umano e ha dei difetti, primi fra tutti la vanità e l'invidia. Qualcuno in Vaticano deve avergli fatto vedere il cartone animato di Padre Pio e si deve essere detto: "Ma come? e io?". Beh, io non mi sento di biasimarlo non fosse altro perché B XVI non si farebbe mai cogliere da crisi psicosomatiche per farsi sanguinare le mani. Ad ogni modo, ha fatto un paio di telefonate e ha deciso, in occasione dell'incontro mondiale delle famiglie a Valencia, di diventare un cartoon.


Secondo me lui in 'ste cose proprio viene male...

Detto questo: sono tornato da Alicante, dove a nessun socialista europeo è mai venuto in mente di allargare la famiglia europea ad altre "culture progressiste europee non socialiste" per il semplice fatto che non esistono. Soprattutto se c'è il fondato rischio che i loro leader vadano in giro con spillette come queste.




permalink | inviato da il 25/7/2006 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
3 luglio 2006
Italia, Germania, Vaticano

“Il Pontefice è sempre imparziale e dunque martedì avrà un cuore grandissimo sia per la Germania che per la nazionale degli azzurri”

Georg Gänswein, segretario privato di B XVI





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21 maggio 2006
Tiro a segno e libri bruciati. Con chiosa di Heine a Bebelplatz.

"Si gioca al tiro a segno contro il cristianesimo e contro la Chiesa cattolica ed è molto triste. Io spero che i cattolici ed i cristiani sappiano reagire adeguatamente se hanno a cuore la propria fede in Gesù"
Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova (in procinto di partire per Roma dove si dice possa diventare il prossimo Segretario di Stato di BXVI)

Solerti, due consiglieri comunali di Ceccano (FR), Stefano Gizzi (Democrazia Cristiana per le Autonomie) e Massimo Ruspandini (Alleanza Nazionale), hanno tratto le debite conclusioni, come potete vedere qui sotto.



Dort, wo man Bücher verbrennt,
verbrennt man am Ende auch Menschen.
Heinrich Heine



Dove si bruciano i libri,
si finisce per bruciare anche gli uomini.




permalink | inviato da il 21/5/2006 alle 23:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
6 aprile 2006
Question Time

In questa primavera senese, in cui non si capisce che tempo faccia e che sembra confermare quanto non ci siano più le mezze stagioni, dopo una estenuante lezione di un sorboniano sullo charivari me ne sono andato a casa a fare una doccia. Beh, non a casa mia ma a casa di un ospite molto gentile che mi consente di non pagare l'alloggio quando devo passare di qui. Ad ogni modo, dopo la doccia accendo Rai Uno e vedo che B XVI sta rispondendo alle domande del pubblico. Un po' come quando in parlamento si fa il question time.

Che mi sono perso?

Torno domani. Ho da salvare il paese, non disperate.




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4 febbraio 2006
Il lavoro del papa

Nel 1979 - secondo anno del suo pontificato - Giovanni Paolo II compie il suo secondo viaggio da papa in Polonia, visitando anche le cave di pietra in cui aveva lavorato da giovane.

Nel 2006 - secondo anno del suo pontificato - Benedetto XVI compie il suo secondo viaggio da papa in Polonia, visitando anche Auschwitz.



Dove aveva lavorato da giovane?




permalink | inviato da il 4/2/2006 alle 0:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
21 dicembre 2005
La prova dell'esistenza di Babbo Natale e la scomunica di monsignor Maggiolini

Di monsignor Alessando Maggiolini, il vescovo di Como, si ricordano prese di posizione decise su argomenti controversi (la democrazia, secondo lui la democrazia sarebbe "stanca", l'immigrazione musulmana "una insidia" e una "Chiesa del Nord" una ipotesi da prendere in considerazione) che gli avevano portato critiche da ambienti vicini alla Santa Sede. Critiche benevole, ovviamente, come quelle che di solito il Vaticano fa ai suoi vescovi che sbagliano, siano liberal, razzisti o pedofili.
Pochi giorni fa, però, monsignor Maggiolini ha rivelato, in un Duomo gremito di bambini esterrefatti e di madri indispettite, "BABBO NATALE NON ESISTE".



E ora come la mettiamo?

e mi rilinko pure...




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30 novembre 2005
Santo subitissimo, santo subitissimo

Vi confesso che dopo il post su GP II ho passato qualche giorno di disagio. Lì per lì non sono riuscito a capirne il motivo poi oggi, leggendo Repubblica, mi sono illuminato di gioia e ho capito! Mi mancava B XVI! È da Halloween che non ne parlo e che lui non si fa sentire. Oddio, Ruini ne ha dette di belle, il Documento intitolato Criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri – un giro di parole che neppure ai tempi la DDR – aveva delle deliziose chicche, ma ne hanno scritto tutti. E poi in realtà mi mancava lui, Benedetto XVI. Non fanno neanche vedere l’Angelus al Tg! Ma che teocrazia siamo, cribbio?



Finalmente, miei cari, notizia all’altezza: il bambino che Benedetto XVI ha baciato e abbracciato durante la Giornata Mondiale della Gioventù è guarito dal cancro. Ecco come Repubblica descrive il miracolo: “l’anziano pontefice, sorridente e paterno nel suo abito talare bianco, era immerso in un bagno di folla che lo applaudiva esultante. Il piccolo Victor e i suoi genitori erano venuti dalla vicina Düsseldorf e contattando la chiesa avevano espresso il desiderio di incontrare il Papa. Benedetto XVI improvvisamente si fece loro incontro, abbracciò con affetto il bambino e lo benedisse. […] L’ultima diagnosi dei medici è chiara: il bambino non ha più il tumore”.



La fonte sono due autorevoli trafiletti su autorevoli giornali, la Bild (quella delle tette in seconda pagina) e Express, di cui ignoravo l’esistenza, e poi questa cosa qui. Repubblica dedica una colonna e la foto del miracolo con tanto di titolo “Il Papa lo ha benedetto, quel bambino ora è guarito”.



Questa, qualora ve lo steste chiedendo, è una delle molte differenze tra Italia e Germania.



Et non poterat ibi virtutem ullam facere nisi paucos infirmos inpositis manibus curavit
E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì.
[Mc VI, 5]




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31 ottobre 2005
Halloween e il papa
Stanotte è Halloween.
Scusatemi, ma mi autocito.



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25 ottobre 2005
Il papa è lento

La vita in questo paese sembra sempre di più una barzelletta. Scopro che Gianluca Barile, giornalista di Battipaglia, presidente dell'Associazione "Benedetto XVI" ha denunciato Adriano Celentano perché aveva definito il papa "rock": "Paragonare il Santo Padre ad una rockstar o, comunque, ad un genere musicale che il più delle volte rasenta il satanico (vedi Marylin Manson) è stato blasfemo, irriguardoso e assolutamente di pessimo gusto. E´ inconcepibile che la Tv di Stato abbia consentito tanta libertà a Celentano in nome del diritto di critica e della libertà di opinione. Nel caso della battuta sul Papa, infatti, si è concretizzata solo un´offesa gratuita nei confronti del Vicario di Cristo. Questo il popolo cattolico non lo può in alcun modo accettare: va bene il diritto di critica, ma non la libertà di offendere".
Noi, solidali col Barile, ci scagliamo contro il rock, il fox-trot, la rumba e soprattutto il soka-dance ed è per questo che proclamiamo a gran voce:

Il papa è lento!

Anzi, considerato il rispetto che porta per il suo fenerabile pretecessore

Il papa è polka!




permalink | inviato da il 25/10/2005 alle 23:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (-35) | Versione per la stampa
22 ottobre 2005
Il bidet di Ruini

Il Sinodo dei Vescovi, che si è chiuso oggi, ha ribadito quello che ci si aspettava ribadisse, cioè il no ai matrimoni dei preti come reazione alla crisi delle vocazioni, no alla comunione di cristiani non cattolici, no alla comunione per i divorziati ("'Alcuni divorziati e risposati accettano con dolore di non poter ricevere la comunione sacramentale e lo offrono a Dio. Altri non comprendono questa restrizione e vivono una frustrazione interiore; ribadiamo che, pur non potendo condividere la loro scelta, riaffermiamo che non sono esclusi dalla vita della Chiesa''), e conclude con l'esortazione a sentirsi umili lavoratori nella vigna del Signore, come Benedetto XVI.
Non trovo traccia della notizia che, ventilata nei giorni scors, mi avrebbe solluccherato maggiormente: il ripristino del latino come lingua franca nelle riunioni internazionali dei vescovi. In realtà non ho trovato il comunicato conclusivo ufficiale del Sinodo, quindi è possibile che la norma ci sia ma non sia stata ripresa dagli organi di informazione.



Il mio rapporto col latino, come sapete, è ambivalente. Però l'idea che due vescovi, incontrandosi per un corridoio vaticano oppure dibattendo in una accesa diatriba teologica, usino il latino solletica il mio studiare il periodo di passaggio tra la latinità e la nascita dei volgari, rinfranca la mia fede cieca in Curtius e, in definitiva, mi fa sentire parte del mondo moderno. Certo, che mi faccia sentire moderno una scelta passatista di una istituzione decrepita dovrebbe farmi riflettere, ma non oggi pomeriggio.
Ad ogni modo, pensando ai vescovi che parlano in latino mi è sorto un dubbio: ma come faranno con tutti i termini ultramoderni, che ai tempi di Cicero non esistevano? Beh, ho scoperto che il Vaticano è già pronto e ha già stilato un PARVUM VERBORUM NOVATORUM LEXICUM, in pratica un elenco di neologismi tradotti in latino. L'utilità è estrema, e appare evidente a tutti. Ogni vescovo che vuole dibattere di terrorismo globale sarà felice di sapere che terrorista si dice temocrates, la banda armata è globus armatorum, i brigatisti rossi sono brigatores rubri e il kamikaze non è altro che un volontarius sui interemptor. Così come sarà utile, nei momenti più conviviali, il termine extraculum (cavatappi), Hungaricum vino (tocai), viscum Schotium (scotch), oenopolium (fiaschetteria) o poma conditiva (macedonia).



Poi esiste un pacchetto di termini per i vescovi europei in viaggio pastorale in Africa: venatio Africana (zoo safari), sacciperum dorsuale (zaino) e - in caso di viaggi aerei con qualche strana compagnia dello Zambia - deminutio subitane aeris (vuoto d'aria). Esistono parole pensate per lo IOR, mandatum nummarium periegeticum (traveller's cheque), ergasterii nota (trade mark), cumulum mercium (stock), nummariae rei disciplina (scienza delle finanze) e soprattutto evulsio furtifica (scippo) e illicita pecunia exactio (racket).


Esistono parole per prospettiva (depictum aenigma), per julie (scriptorum vulgator), per sambadudi (diploma vehículo automatário ducendo), per titollo (Senesi placenta), per miele (autocinetum laóphorum), per roby (nativa simplicitate pictus), per sogno (máximum hypozónium), per the saint (follis canistrique ludus ma anche móntium lustrator), per deliri (homo festivive), per sogniebisogni (exquisita diligéntia), per aristopunk (taberna discothecária), per cheremone (punctorum summa), per elfobruno (taberna librária), per Fassino (tabellarius) e anche per me (homo affectatus).


La mia domanda, ora, è la seguente: considerando che il bidet esiste solo in Italia, era necessario inventarsi ovata pelvis solo per Camillo Ruini?




permalink | inviato da il 22/10/2005 alle 15:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
15 luglio 2005
Inevitabile post natalizio: La condanna a morte di Babbo Natale. In attesa trepidante di Harry Potter

Il pomeriggio del 24 dicembre 1951 sulla piazza della cattedrale di Digione era radunata una piccola folla. C'erano molti curiosi, molte famiglie devote, tutti i sacerdoti della città e 250 bambini, orfani ospitati negli istituti cattolici, condotti là per l’evento. Alle tre circa, due impiegati della diocesi si fanno largo tra le persone scortando un fantoccio, lo dichiarano colpevole di “usurpazione ed eresia”, lo impiccano alla cancellata e quindi lo bruciano su una pira. Al termine dell’esecuzione viene diramato il seguente comunicato: “In rappresentanza di tutte le famiglie cristiane della parrocchia desiderose di lottare contro la menzogna, 250 bambini, raggruppati davanti alla porta principale della cattedrale di Digione, hanno bruciato Babbo Natale. Non si è trattato di un’attrazione, ma di un gesto simbolico. Babbo Natale è stato sacrificato in olocausto. A dire il vero, la menzogna non può risvegliare nel bambino il sentimento religioso e non è in nessun modo un metodo educativo […]”.



Questo avvenimento ha dato a Claude Lévi-Strauss lo spunto per un articolo dal titolo Le Père Noël supplicié [ed. it. C. Lévi-Strauss, Babbo Natale giustiziato, Sellerio, Palermo (1995)] in cui si pone la domanda che nessuno  - né il vescovo di Digione, né il sindaco che avrebbe fatto resuscitare il giustiziato quello stesso pomeriggio - sembrava essersi posto: per quale motivo la figura di Babbo Natale (o quella delle zucche di Halloween, per rifarci a polemiche più vicine a noi) suscita una tale emozione da diventare l’oggetto dell’animosità di alcuni? Essendo notoriamente una carogna, non vi darò la risposta e vi invito invece a leggervi il libro. Sintetizzo soltanto la conclusione: il rito dei regali natalizi è strettamento collegato al culto dei morti, corrisponde a preghiere superstiziose e apotropaiche rivolte ai defunti per tenerli lontani e Babbo Natale è solo una variante euro-americana dell’intermediario tra i due mondi. La cosa, è chiaro, è poco cristiana visto che mentre i pagani pregavano i morti, i cristiani dovrebbero pregare per i morti. Ed è chiaro anche – postilla del XXI secolo – per quale motivo ci si scagli tanto contro Halloween.



Sapete, sono convinto che stamattina Claude Lévi-Strauss si sia fatto una bella risata. Appare oggi su tutti i giornali, infatti, una notizia che ci riporta a quel dicembre 1951. Secondo Benedetto XVI i libri di Harry Potter sono "subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell'anima, prima che possa crescere propriamente". Non che Harry Potter c’entri qualcosa con la soglia tra vita e morte (almeno credo, confesso di non averli mai letti e di aver soltanto visto il primo film), né che possa davvero rappresentare un pericolo per le giovani menti, però “tutto si svolge come se fosse la Chiesa ad adottare uno spirito critico avido di franchezza e verità, mentre i razionalisti si ergono a guardiani della superstizione.” È una situazione piuttosto paradossale, ne converrete. Harry Pottere e Babbo Natale simboli del paganesimo. Per Babbo Natale, abbiamo visto, una certa dose di verità c’è e forse la chiesa (che ormai se ne è disinteressata) avrebbe ragione a denunciare nel povero vecchio della Coca Cola “il più solido dei bastioni […] del paganesimo nell’uomo moderno”. Ma Harry Potter... che mai può c'entrare il personaggio di un libro?



E poi – conclude Lévi-Strauss, e noi immodestamente con lui – resta da sapere se in fin dei conti l’uomo moderno non possa difendere anch’egli i propri diritti ad essere pagano.




permalink | inviato da il 15/7/2005 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
26 giugno 2005
La difesa dello stato laico: Franca Ciampi mette in riga il papa ovvero: Dove arriverà il Tg1

Visita del papa al Quirinale. Il giornalista di cui sotto:

Giornalista TG 1 di cui non riesco a ricordare il nome: Ecco! le telecamere entrano nella stanza dove sono il Presidente Ciampi e il Santo Padre... ecco vedete c'è anche donna Franca, la moglie del Presidente, fervente devota... ma zitti, zitti! sentiamo cosa si stanno dicendo!

Ecco cosa si stavano dicendo:

Franca Ciampi: Ho incontrato il suo segretario… un bel giovane, intelligente! E parla un italiano de-li-zio-so! Com’è che si chiama

Benedetto XVI: È un nome un po’ strano, un po’ dificcile… si chiama Gänswein

Franca Ciampi: Sì, ma di nome? Come Carlo, Marco…

Benedetto XVI: Ah, Giorgio

Franca Ciampi: Giorgio? No… non è possibile

Benedetto XVI:
Beh, Georg…

Franca Ciampi: Ah ecco dicevo… lo dica bene!



Zitti, zitti, il silenzio è d'oro, zitti, zitti, il silenzio è d'oro... (ad libitum)




permalink | inviato da il 26/6/2005 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
24 giugno 2005
La grandezza del papa

"Ecco, quando è arrivato il pontefice ha chiesto un bicchiere d'acqua... perché la mozzetta del papa è fatta di un tessuto molto pesante che non lascia traspirare... Ecco, vedere un papa che ha caldo dà le dimensioni della grandezza del papa"

conduttore del Tg 1, commentando la visita del papa al Quirinale


Beh, se Gregorio Magno avesse saputo che bastava avere caldo...




permalink | inviato da il 24/6/2005 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
18 giugno 2005
Esclusiva: cosa ha detto Benedetto XVI alla suora malata

(ANSA) - ROMA, 15 giu - Papa Benedetto XVI ha risposto al cellulare durante l'udienza di oggi. Il telefonino e' stato 'passato' al papa da un disabile. L'uomo ha chiesto al papa se poteva salutare al telefono una suora malata terminale. A quel punto il cellulare e' stato 'passato' a Benedetto XVI che ha potuto parlare con la suora. La scena e' stata osservata con divertimento da tutti i collaboratori del papa.

Noi abbiamo in esclusiva il testo della telefonata del pontefice alla suora ammalata:

- Sorella adoratata! Che il Zignore ti penetica! Io spero tanto che ti puoi curare, prego tanto per te... Come? Parkinson? Ah beh, allora diciamo che tenertelo, te lo tieni, però prego tanto per te, ok? Abbi fede, sorella, abbi fede! -




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7 giugno 2005
Benedetto XVI dice alla procreazione assistita e all'eterologa!

" Nell’uomo e nella donna la paternità e la maternità, come il corpo e come l’amore, non si lasciano circoscrivere nel biologico: la vita viene data interamente solo quando con la nascita vengono dati anche l’amore e il senso che rendono possibile dire sì a questa vita. Proprio da qui diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all’amore umano, alla vocazione profonda dell’uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce. "

Discorso di Benedetto XVI ai partecipanti al Convegno Diocesano sulla Famiglia
Basilica di San Giovanni in Laterano, 6 giugno 2005

Joseph Ratzinger dice che è sbagliato "chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita", quindi è giusto volere dei figli perché "nella generazione dei figli il matrimonio riflette il suo modello divino, l’amore di Dio per l’uomo". Inoltre ribadisce quello che mia nonna ha sempre detto, cioè che i figli sono di chi li cresce, visto che "la paternità e la maternità [...] non si lasciano circoscrivere nel biologico" perché la vita viene data quando "con la nascita vengono dati anche l'amore e il senso". Per i cattolici sono invece da ritenersi sbagliate (in modo comparabile al non procreare) l'aborto e la manipolazione sugli embrioni.

Chissà perché poi da queste premesse si traggono conclusioni diverse...




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19 aprile 2005

Se sbagliate, vi corigerò!




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