.
Annunci online

suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
2 agosto 2005
UN ANNO DOPO: Ho preso tutto? (ovvero: Dopo la doccia torno...) Dove si dà pure conto dello zaino nuovo e ci si lamenta delle commesse di Decathlon

Lo scorso sabato – spero mi perdonerete se non ve l’ho detto subito – sono stato da Decathlon per comprarmi l’ultimo regalo di Natale. Mi rendo conto che Natale è passato, ma a dicembre, colto da frenesia parsimoniosa, avevo concordato con Babbo Natale l’acquisto dello zaino da campeggio che British Airways mi aveva sfasciato “non appena i saldi avessero permesso un cospicuo risparmio”. Io (e anche Babbo Natale, in verità) intendevo i saldi invernali, ma sapete quanto sono pigro… mi sono ritrovato a tre giorni dalla partenza senza zaino.


Da Decathlon si possono scoprire cose assai strane, per noi amanti dell’asfalto e del cemento. Ad esempio lo sapevate che esistono torce elettriche che fanno qualsiasi cosa? Sapete che le tute da sub puzzano di gomma per cancellare di quelle che esistono solo negli astucci delle Elementari che si comprano nelle cartolerie sfigate vicino a scuola o nei plichi con la cancelleria che il Ministero dell’Interno fornisce agli scrutatori? Sapete che in montagna ci si disidrata? E che ci sono pratici pacchettini che depurano anche l’acqua di una pozza zozza in un paese tropicale? E poi i gitanti usano piatti di latta come nei film neorealisti, coltellini svizzeri come Mac Gyver, thermos di ogni foggia come gli studenti tedeschi…


Ad ogni modo, per non sembrare uno sprovveduto amante dell’asfalto, magari un po’ intellettuale e di sinistra, magari un Ph. D. senza borsa un po’ fallito ma che non lo ammetterebbe mai, mi sono aggirato per una ventina di minuti con sguardo competente e sopracciglia aggrottate tra zaini che mi sembravano tutti uguali. Dopo un po’ ho capito che la capacità di uno zaino si misura in litri, cosa che la mia maestra aveva dimenticato di dirmi al momento di spiegare il sistema metrico decimale. Successivamente ho capito che esistono zaini da maschietto e zaini da femminuccia e che non differiscono tra di loro per il colore ma per l’assetto. Bah. Ho poi notato che vicino al prezzo di ogni zaino erano scritti in microcaratteri dei consigli pieni di bonaria indulgenza per gli amanti dell’asfalto e del cemento. Ad esempio facevano notare che un determinato modello non era impermeabilizzato, un altro non era adatto per chi vuole andare sull’Himalaya, altri erano sconsigliati a chi è più basso di un metro e settanta (cafoni!) e via di seguito.


Quando ho ritenuto fosse passato abbastanza tempo da far credere a una mia scelta soppesata, dopo aver quasi comprato uno zaino da donna, ho valutato che lo zaino Quechua da settanta litri, non impermeabilizzato ma grosso, solido e meno costoso degli altri avrebbe fatto al caso mio. Ho finto di chiedere un’expertise alla commessa e poi sono andato alla cassa con il mio neozaino sulle spalle, fiero benché non impermeabile. “Magari comprati una mantellina” mi ha detto la commessa mentre mi stavo allontanando. “Non credo mi serva, le precipitazioni ad agosto in Spagna sono praticamente nulle da decenni a questa parte” ho risposto sfregandomi mentalmente ciò che non è bene citare.


Nel tragitto dalla commessa iettatrice alla cassiera svogliata, sono passato vicino a un totem di infradito di plastica color nero e kaki, scontate da 12 a 3 euro. Preso da irrefrenabile compulsione acquirente ne ho misurato un paio numero 40/41 sempre col mio zaino sulle spalle. Perfette! Le ho posate sul rullo della cassa assieme al Quechua da 70 litri ma la commessa si è accorta che i miei infradito erano sprovvisti di non so che cosa e quindi ne ha approfittato per scorrazzare fino al reparto delle infradito per prendermene un paio sostitutive. Ho pagato e sono andato a casa, dopo un breve passaggio al centro commerciale vicino a Decathlon, dove ho comprato un regalo di anniversario che non posso ancora rivelarvi perché ci tengo alla suspance.


Mi rendo conto che tutto il paragrafo scorso sia privo di interesse, ma pazientate perché nelle ultime righe – che mi accingo a scrivere prima di buttarmi sotto la doccia – ne capirete la funzione. Arrivato a casa ho deciso di provare di nuovo le infradito e mi sono accorto che mi stavano stranamente lasche. Si dà il caso che la simpatica commessa, nella sua passeggiatina verso il mio paio sostitutivo, sia stata colta da amnesia momentanea ma soprattutto da cecità, perché mi ha portato un 47/48 invece che un 40/41. Ora prendetevi qualche secondo per immaginare il dolore di un acquirente compulsivo.


Ora, come preannunciato, vado a farmi una doccia. Tra mezz’oretta ritorno quindi – come l’anno scorso – vi sarei grato se mi segnalaste nei commenti cose che potrei essermi dimenticato di mettere in valigia, grazie. Ovviamente se qualcuno di voi è arrivato a leggere fino a qui.

E pensare che con quegli infradito arrivavo quasi a un metro e settanta... Avrei potuto comprami lo zaino grigio e azzurro che volevo!




permalink | inviato da il 2/8/2005 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte


Potete contattarmi qui:

suibhne@hotmail.com



tumblr.


friendfeed


last.fm



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

 

Technorati Profile
Add to Technorati Favorites


Zeitgeist







IL CANNOCCHIALE