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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
30 settembre 2004
Il motivatore

Stasera dovevo andare al gruppo università, ma ho boicottato. In realtà sarei andato volentieri, primo gruppo università da ex responsabile università. E poi volevo vedere come se la cavava il nuovo, anche se sono sicuro che se la sia cavata bene. Forse non dovrei dirlo, se no qualcuna si arrabbia e mi dice che faccio preferenze.

 

In realtà mia sorella mi ha chiesto una mano per la tesi, quindi ho passato la serata tra dati sull’immigrazione latinoamericana a Genova, storia dei processi migratori e un libro molto ben fatto sullo stato dell’integrazione dei latinos negli Stati Uniti. Certo, dopo una mattinata col Curtius e un pomeriggio con alcuni fabliaux non è stata un’iniezione di vita. Anche se i fabliaux, essendo piuttosto lubrici, mi hanno divertito molto. Resto sempre un bambinone, tutto sommato. Ad ogni modo, dopo la tesi di mia sorella mi sono sbattuto sul divano in salotto a guardare il canale 109 di Sky, quello dei reality.

 

I primi due paragrafi costituiscono evidentemente una excusatio non petita.

 

Ad ogni modo, ho guardato un po’ di “Campioni – Il sogno”, un reality sul calcio non so se avete presente. Ve lo dico soltanto perché a un certo punto è entrato in aula un tipo giovane e calvo che di mestiere faceva il motivatore. Io ho poca dimestichezza col calcio, quindi forse è solo una mia lacuna, però non sapevo che nell’organico delle squadre fosse previsto un motivatore. A dire il vero non sapevo neanche che esistesse come figura professionale. In sintesi, se non lo sapete, un motivatore deve motivare la squadra e dire banalità come “L’incazzatura è positiva solo se si converte in grinta” oppure “Bisogna essere umili e coscienti”. Bisognerebbe dirlo a Biavati. Non so se anche a voi è venuto in mente quello che è venuto in mente a me. Pensateci: chi dice banalità e rigira in giro alle cose? Chi potrebbe dire, oltre al motivatore di Campioni, “Esistono due tipi di stress, il dis-stress e l’eu-stress”? Crepet, Alberoni ed io. Quindi una via d’uscita professionale ce l’ho.


A questo punto la lista dei lavori perfetti per me si sia allungata, dopo questa sera: filologo romanzo alla Sorbona, presentatore di “Ci vediamo in TV” nel 2040, ministro degli Esteri, conversatore, psicanalista freudiano, sceneggiatore di soap a Milano 2, magnifico rettore, presidente della RAI, padre nobile, don Silvestro in “Aggiungi un posto a tavola”, opinionista da Costanzo, indignato, motivatore.


Solo che poi al Censimento 2011 cosa barri se sei motivatore? E sulla carta d’identità, alla voce professione, come faccio a farci stare don Silvestro in “Aggiungi un posto a tavola”?

Domande, ahimè, condannate a rimanere senza risposta.




permalink | inviato da il 30/9/2004 alle 1:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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