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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
25 febbraio 2007
Le responsabilità storiche della maestra di mia sorella

Oggi a pranzo da noi c’era mia sorella col marito e il microbulldog. Mentre spostavamo libri e fogli che deve portare nella nuova casa abbiamo trovato un suo quaderno di seconda elementare che ho subito requisito e compulsato. Tra gli errori di ortografia che la sua maestra non correggeva ho trovato un temino su maggio che vi riporto in parte:



Lunedì 4 Maggio 1987

Il mese di Maggio è il mese dedicato alla Madonna. È il mese delle rose. E ogni giorno voglio fare un fioretto alla Madonna. A scuola abbiamo messo un altarino con disegnato la Madonna con in braccio Gesù bambino.



Io trovavo la maestra di mia sorella piuttosto stupida, non fosse altro perché veniva a scuola con una sorta di baschetto bordeaux che la rendeva ridicolissima. Era piuttosto vecchia e credo e spero che nella scuola attuale non avrebbe una collocazione. Anche mio padre la detestava, perché la maestra sosteneva che Guernica fosse un quadro orribile e Picasso un impostore. Io la detestavo perché terrorizzava i bambini dicendo che ogni volta che si diceva una parolaccia si conficcava una spina nel cuore di Gesù e perché sosteneva che l’India fosse piena di Sihk che giravano con una spada per uccidere i cattolici. Avevo otto anni ma mi parevano abbastanza stupide come affermazioni, così come il fatto che ogni mattina facesse recitare la preghiera del mattino e cercasse di ghettizzare il povero testimone di Geova che avevano in classe, impedendogli di entrare nelle chiese che visitavano durante le gite. Ad ogni modo, il giorno 12 maggio 1987 la maestra di mia sorella ha dettato questo raccontino:



Il pesciolino scioccherello

Un pesciolino viveva in un ruscello. Un giorno: - Voglio andare nel mare grande!
- Non partire! Nel mare ci sono tanti pericoli. Non stai bene qua? – Gli disse una trota. Ma quello scioccherello partì lo stesso. Il mare gli piaceva: c’erano le navi, le piante marine e tanti pesci strani. Ma passò un pesce grosso con la bocca spalancata e lo mangiò.


E fu così che, vent’anni dopo, mia sorella ha preso casa a settanta metri da casa nostra e si è sposata.



P.S. Se qualcuno entrasse in possesso di quel quaderno troverebbe anche un tema dal titolo Mio fratello. È pregato di distruggerlo, grazie.




permalink | inviato da il 25/2/2007 alle 16:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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