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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
3 febbraio 2004
Docce psicotrope

Pregevoli signori, gentili signore, stasera non posso stare troppo, mi scuserete. Domani mattina si parte per Roma, capitale d’Italia, dove parteciperò (in qualità di ipercritico uditore, ovviamente) a un convegno dal titolo "L’Università e l’Europa" (più o meno). Rabbrividisco di già. Ad ogni modo spero si possa sopravvivere. Sono curioso soprattutto di conoscere la natura del buffet targato DS. Mi piace immaginare la Finocchiaro e la Pollastrini che spignattano. Ovviamente assieme a un uomo per questione di quote. Bah, facciamo che spignatta pure Falomi. Siamo un gruppetto composito di romei, domani. Sette, record nazionale immagino. Mi dispiace per qualche defezione, mi dispiace per qualche mancata defezione ma sono piuttosto curioso di testare la resistenza dei neo-iscritti a una cotale rottura di coglioni. Quindi, non sarò troppo lungo stasera.

Sono appena uscito dalla doccia, rinfrancato e corroborato. Adoro la doccia. Mi rendo conto di aver appena fatto una affermazione tra il lapalissiano (nella migliore delle ipotesi) e l’irrilevante, ma mi sono spiegato male, sono convinto che capirete cosa voglio dire. Mi piace la ritualità della doccia. Innanzi tutto apro al massimo il rubinetto dell’acqua calda: per me deve essere bollente, se no non mi soddisfa. Pensate che mi faccio piovere addosso acqua vicina al temibile punto fumo anche d’estate, al ritorno dal mare, quando ho rischiato l’insolazione. Ma mi hanno detto che è meglio così, quindi non mi preoccupo. Ci sto ore sotto la doccia. Beh, magari non ore ma decine di minuti sì. Confesso di essere uno dei responsabili dello spreco idrico, ma lasciatemi almeno questo! Oltre tutto, visto che questo mi fa sentire in colpa, cerco di sostituire l’acqua con qualsiasi altra sostanza negli usi consentiti dall’alimentazione e dalla legge. Mentre comincio ad essere avvolto dalla nebbia di solito mi si apre un sorriso compiaciuto sul volto e inizia il trip mentale.

Beh, in realtà il trip è recente, prima iniziavo a cantare. Di solito a volume sconveniente, si racconta ancora di quando mia sorella abbia dovuto mettersi le cuffie in salotto perché con i miei vocalizzi le impedivo di sentire qualche trasmissione cretina. Io lo facevo per il suo bene, per salvarle la materia grigia, lei invece usa questo episodio per colpirmi come una chiave inglese in anticamera nel Cluedo della mia vita sociale. Ad ogni modo avevo un repertorio piuttosto variegato ma di chiaro sapore shower music. Capite bene, sotto la doccia non si può cantare ogni cosa. Non avrei mai potuto cantare "I think I'm drowning asphyxiated" oppure "I jumped into the river what did i see blackeeyed angels swam with me". Non è il luogo. Queste sono canzoni da Sopraelevata alle 3 di notte in direzione Foce, quando sono solo, ho il finestrino mezzo aperto (anche a gennaio, sì) e un pizzicorino diffuso tra esofago e laringe. Tanto per cominciare erano d’obbligo pezzi come Singin’ in the rain e Acqua azzurra acqua chiara, non è necessario spiegare perché. Ricordo che spesso mi fingevo Gene Kelly e simulavo passi di tip tap, solo che a causa delle dimensioni minuscole del vano doccia riproducevo il tip e il tap con lievi schiaffettini con le mani sulla pancia. Era un chic chac, piuttosto. Immancabili anche un paio di languide canzoni da crooner, che di solito erano Strangers in the night, But not for me o They can’t take that away from me. Si passava poi a colonne sonore hollywoodiane che avessero più di quarant’anni, come le immarcescibili As time goes by (da Casablanca) ma soprattutto strillavo che "Heaven, I’m in heaven and I’m ** so that I can hardly speak, and I seem to find the happiness I seek when we are together dancing cheek to cheek". Con ** indico una parola che non mi ricod(av)o mai. Poi un quintale di quisquilie italiane, non so… ad esempio confesso che qualche pezzo di San Remo veniva fuori. Più di qualche pezzo, forse. Poi di sicuro Battiato (davo il mio meglio su "emanciparsi dall’impeto delle passioni, non accontentarsi di mille gioie quotidiane", "voli imprevedibili ed ascese velocissime traiettorie impercettibili codici di geometria esistenziale" e "vagavo per i campi del Tennessee, come c’ero andato chissà"), Modena City Ramblers (soprattutto alla fine del liceo, e soprattutto tratti da "Riportando tutto a casa" compresi i pezzi in un simil-irlandese profetico), Guccini (ma non tutto, solo le canzoni più doccesche come Venezia e Autogrill, la prima per l’evidente elemento acquatico, l’altra non so perché), pochissimo De André (non mi pareva luogo), qualche canto di sinistra nei momenti meno antoniopoliteschi. Poi c’è stata la grande stagione della Nouvelle Vague, sempre per restare nella terminologia acquatica: Jacques Brel in ogni sua salsa, ma soprattutto giungevo vette di inenarrabile perfezione con Amsterdam, in particolare svirgolando un "Et ça sent la morue jusque dans le cœur des frites" e inerpicandomi per un "Ils boivent à la santé des putains d'Amsterdam, de Hambourg ou d'ailleurs, enfin ils boivent aux dames qui leur donnent leur joli corps, qui leur donnent leur vertu pour une pièce en or et quand ils ont bien bu se plantent le nez au ciel se mouchent dans les étoiles et ils pissent comme je pleure sur les femmes infidèles dans le port d'Amsterdam!" tutto in apnea. Erano esperienze musicali esaltanti.

Comunque ora canto meno mentre scende la pioggia (ma che fa? Crolla il mondo addosso a me?), mi abbandono a pensieri surreali e assurdi, mi coccolo intellettualmente, faccio dialogare galileianamente i miei due Io scissi, mi perdo cogitabondo tra stronzate e genialate. E soprattutto prendo decisioni corrette e lucidissime della cui correttezza e lucidità sono convinto anche quando, da asciutto, senza acqua che mi picchietta sul cranio, decido di non seguirle.

Come conclusione, vorrei dire a tutti quelli che mi conoscono che è loro severamente INTERDETTO immaginarmi sotto la doccia mentre canto. Grazie.




permalink | inviato da il 3/2/2004 alle 0:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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