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Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
3 ottobre 2009
Santa Margherita di... ovverosia: Accenti
Ultimo sabato a Genova, finalmente. Il ritorno è stato più lungo (molto più lungo) del previsto ma finalmente mercoledì parto, sempre da Linate, sempre per Orly. Ultimo sabato mattina a Genova, dicevo, e mi alzo rilassato e sorridente. Mentre facciamo colazione faccio zapping (in francese usano zapper e credo potrei cercare di dare al verbo zappare questo nuovo significato...) e capito sul vetusto Mezzogiorno in famiglia.

Partecipano due squadre di paese, come fosse Campanile sera (1959-1962) solo che al posto di Bongiorno c'è Amadeus, al posto della Sampò c'è una tal Barriales e al posto di Tortora c'è un tal Friscia (che mi dicono fu idolo dell'adolescenza palermitana 90's). Inutile pensare che sic transit.  Ad ogni modo, oggi gareggiano Ariccia (porchetta, festival degli sconosciuti e Rita Pavone?) contro Santa Margherita di.... Ecco, tutto 'sto sproloquiante post per dirvi: di Belìce? Sono quarant'anni (quarantuno, in realtà) che si parla di Terremoto del Bélice e io devo scoprire che (lo dice pure wiki) il Bélice si chiama Belìce? E devo scoprirlo proprio da Guardì e Amadeus?

Una volta imparavo la geografia sul sussidiario delle elementari: gli affluenti di destra e di sinistra del Po, le Alpi (Ma con gran pena le reca giù, ovviamente), i mari d'Italia e le province delle Puglie (avevo libri anni '70).

Sic transit, questa volta, no?
21 aprile 2009
Non sento più le spalle

Incurante del torcicollo, della pioggia che mi aveva aveva scolato (aveva scolato me, due colleghi, calendari, un simbolo di una manifestazione nazionale eccetera), dell'incontro-scontro tra una rabbina riformata (la prima rabbina d'Italia, che da giovane si era travestita da uomo per entrare in sinagoga, come Yentl) e una ebrea femminista ma ortodossa, incurante di tutto questo son tornato in palestra.


In un'altra palestra, miei cari, che quella di prima non mi soddisfaceva. Nella palestra dove mi avevano quasi convinto a iscrivermi due anni e mezzo (e otto secoli) fa. In effetti la palestra è molto elegante, ci sono solo giovani, ci sono dei personal trainer che ti scrutano e ti stimolano, c'è profumo di bagnoschiuma e non di sudore, quando corri sul tapis roulant - moderno e pieno di funzioni bruciagrassi o titilla cuore! - hai davanti degli schermi televisivi che trasmettono video alla moda. O meglio, li avrei visti se mi fossi messo le lenti a contatto o se mi fossi tenuto gli occhiali, cosa che ho pensato bene di non fare, con la conclusione che la  palestra mi è parsa un po' annebbiata, che ogni tanto mi sembrava che qualcuno mi guardasse da lontano ma senza capire se volesse l'attrezzo che stavo usando, si chiedesse perché non lo saluto o mi volesse picchiare. Ho soltanto intercettato lo sguardo di un ragazzetto pigro che deve avermi individuato - chissà perché - come lavativo e cercava una alleanza antibrunettiana di fannulloni, continuava a sbuffare e a fare facce come per dire "Eh, ma che stanchezza eh?". 


Solo che sono molto determinato, io, e non l'ho degnato di un cenno. 




Papa can you hear me?

Papa can you see me?

Papa can you find me in the night?

DIARI
27 luglio 2007
Odore di basilico e teste bianche

Quando torni nella tua città dopo un lungo periodo all'estero capitano sempre le stesse cose, più o meno. Intanto noti che tutti, caspita, ma proprio tutti! hanno un forte accento che sa di casa e di basilico e la cosa ti diverte e ne sei contento. Poi ti accorgi che sei in grado di capire tutto quello che senti, anche le frasi dette sottovoce e rivolte a qualcun'altro, anche quelle lontane, anche quelle delle vecchie che chiacchierano sull'autobus. Quindi ti dici "Certo che qui non cambia mai niente!" e poi scopri che c'era un senso unico che non c'è più e altre sciocchezze del genere. Poi vedi un Tg Regionale e ti dici "Ma si può pagare coi soldi dei contribuenti un telegiornale così cretino, fatto da dilettanti e dalle proloco!?". Quando inserisci la scheda italiana nel cellulare iniziano ad arrivarti messaggi di gente che ti vuole incontrare, che poi ti incontra e ti chiede speranzosa "Allora? che mi racconti?" e tu ti senti un po' cretino a rispondere a una domanda del genere, perché non esiste una risposta possibile a una domanda del genere, e allora ti trovi a dire che beh, sì... hai visto gente e che beh, sì... hai fatto cose, e ti senti ancora più cretino perché sai che non sei in un film di Moretti in cui faresti la figura del cretino ma avresti comunque un senso.

Oggi, ho notato anche un'altra cosa: ma quanto cazzo siamo vecchi? E' impressionante la quantità di teste bianche e la totale assenza di giovani coppie con bambini in giro per la strada. Allora pensi che si continua a parlare di famiglie, di politicheperlafamiglia, di quanto vanno difese le giovani coppie ma si continua a non fare nulla o a versare un pochino di acqua fresca qui e lì. Si potrebbe cominciare con tanti asili nido e periodi di maternità/paternità effettivamente garantiti, si potrebbe scopare di più. Oppure si potrebbe fare come dice la Binetti: vietare l'aborto e consentire la vendita solo di preservativi bucati.

Ecco, quando pensi alla Binetti ti rendi conto con un certo brivido che sei a casa.

Sono tornato e, a parte gli scherzi, va tutto bene. Però ora vado a bermi un the nella mia nuova tazza di metallo con la bandiera svizzera che mi ha regalato lui.


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permalink | inviato da suibhne il 27/7/2007 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
DIARI
18 luglio 2007
La fine di tutto è qui

Detesto gli ultimi giorni. Tra otto giorni, a quest'ora, starò facendo lo stato dei luoghi con la cugina del padrone di casa, verificherà che non ci sono danni e mi ridarà l'assegno di cauzione. Poi alle 20.40 prenderò il treno e la mattina dopo, alle 5 e qualcosa, sarò a Milano e poi a Genova.

Gli ultimi giorni sono insopportabil, sono come una canzone degli 883 in radio, quando hai 15 anni e il lunedì mattina ti interrogano di fisica e non sai niente.

E' che io detesto le attese.


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