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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
20 ottobre 2009
La finestra sul cortile

Casa Nuova è quasi ultimata: sono bastati due taxi e trevolte sette piani di scale (e non son stati un taxi e sei volte sette pianigrazie a lui), 80 euro da Auchan (e una volta sette piani di scale), poi altri80 da Leader Price (e due volte sette piani di scale), 40, ieri, da Leroy Merlin(e una volta sette piani di scale) e ormai è sostanzialmente pronta. Arredata(manca soltanto un mobiletto e un po’ di decorche devo ancora individuare), ha provviste alimentari a sufficienza, ha unanuova poubelle di metallo da 17 euro,che qui si fa il triage, ladifferenziata, e la micro pubella di plastica in dotazione non bastava.

Adesso, se passate da queste parti, potete salire a trovarmi. Digitate il digicode,superate la seconda porta con il pass, attraversate l’atrio. Sulla destra c’èun ascensore con una scala imponente. Purtroppo non ci interessa, aprite laporta davanti a voi, entrate nel giardino (là, oltre gli alberelli ci sono itre bidoni della spazzatura, vedete?) e girate subito a destra. Sì, bisogna prenderela scala della servitù, 114 gradini (c’è chi dice 117, ma non ci credo) dilegno, stretti stretti e all’aria aperta. Potete tenervi al corrimano di legnoper farvi un po’ di forza, è una salita lunga. State tranquilli, ad ogni modo,che se anche la scala è stretta non incontrerete nessuno. Ve l’ho detto, è lascala della servitù, e costeggerete soltanto le porte sul retro dei signori chehanno l’ascensore.

Può capitarvi, in verità, di incontrare una signora che avràuna settantina d’anni. Energica, con un cagnolino in braccio (che se settepiani son tanti per voi, figuratevi per un cane alto meno del vostropolpaccio!) che fa una pausa al terzo e al quinto piano e che vi saluteràcordiale. Lei è la voisine, fumamoltissimo (davanti a casa sua c’è una puzza indegna) e nell’idea mentale chemi son fatto di lei, è un po’ tocca e abita lì da sempre, da quando era laserva di qualcuno. Può capitarvi anche, ma lo ritengo assai improbabile, cheincrociate il ragazzo che affitta il loculo vicino a Casa. L’ho incontrato ieriper la prima volta, mentre mi dava il benvenuto e mi chiedeva una sigaretta hobuttato un occhio alle sue spalle per analizzargli la casa: non ci abita, lausa per fare le prove, visto che fa il musicista, e ha un materasso arrotolatosul pavimento. Mi sta antipatico, per il momento.

Bene, arrivati in cima? Orapotete fare tutto il corridoio, fino in fondo. Se vi chiedete “Che ci saràdietro a tutte queste porte?” beh, non so darvi una risposta. La maggior parte,secondo me, è disabitata, funge da magazzino (certo, non molto comodo...) o da salaprove di ragazzi antipatici. Soltanto una volta, ieri, ho trovato una portaaperta e ho buttato un occhio all’interno. Un cesso alla turca, partagé con tutto il piano, con tanto discopettino da cesso IKEA e pareti blu ad ammonirmi: non chiederti cosa c’èdietro alle porte. Continuate dritti, la porta in fondo è la mia.

Ora bussate,non c’è bisogno di fare troppo forte che vi sento di certo in questi 25 metriquadri. Se volete vi posso preparare un the (di sottomarca, fino al meseprossimo), un caffè americano o un infuso ai disgustosi frutti rossi. Ho ancheil Grande Pacco Povertà di biscotti da colazione, se volete.

Ora che vi siete un poco rinfrancati, solo ora, vi accompagno a guardare dalla finestra.


A Rear Window

Sul cortile, sui tetti di Parigi, sulla vita nuova che comincia qui dentro.

20 ottobre 2009
Piccolo elenco dei matti di Parigi, 20.10.09
Un uomo spettinato, con una sciarpa a bande orizzontali viola e prugna, cammina per rue du Puits de l'Ermite, leggendo ad alta voce Paul Éluard e sgranando gli occhi.
11 settembre 2009
Volerò, volerò
Come ricorderete, domani lascio lo studio di Belleville e, in attesa di accedere alla casa nuova, torno in Italia. Stavolta, grazie al fatto che oggi era l'11 settembre - credo - e che l'estate sta finendo (taradaradaddatata) non sono stato obbligato a una low cost e, per soli settanta euro, volerò Lufthansa.

Prevedibilmente, adoro la Lufthansa: posso parlare tedesco con le hostess, posso ordinare Apfelschorle e posso bearmi della superiorità germanica, soprattutto potendola confrontare con le mollezze latine di Parigi, in partenza, e di Milano addirittura Malpensa, in arrivo.
In più, Lufthansa sta cercando di coccolarmi: mi hanno mandato una mail in cui si dichiarano lieti di accogliermi a bordo e di aver «strutturato questa e-mail come una guida personale per lei. Abbiamo davvero pensato a tutto; dai dati del suo volo alle previsioni del tempo a destinazione fino ad alcuni link molto utili». Ad esempio, Lufthansa mi dice che «L'ideale è preparare in un momento di calma una checklist che poi userà ogni volta che deve fare i bagagli per un viaggio. Sarebbe opportuno stilare una lista per ognuna delle situazioni più frequenti: viaggi di lavoro, intercontinentali, brevi spostamenti ecc.» Mia mamma sarebbe d'accordo. Poi mi dice che «Tutte le cose di valore come portatile, cellulare, PDA, documenti, gioielli ecc. vanno trasportate nel bagaglio a mano.» Mio padre sarebbe d'accordo. E poi mi racconta un sacco di altre cose assai interessanti che ora non sto qui a dirvi perché già le sapete o ve le potrebbero dire tranquillamente i vostri genitori.

Allora, domani alle 10.45 lascio lo studio à Belleville, con qualche micro-rimpianto, alle 14.50 decollo da Charles de Gaulle e, dopo un brunch e un Apfelschorle, atterro a Milano Malpensa alle 16.20, quindi Centrale e poi Genova, in tempo - credo - per la Notte Bianca e per rivedere un po' di gente.

Credo di restare a Genova pochi giorni, fino a mercoledì o giovedì al massimo, e di risalire - questa volta - in treno, con tutto il peso dei maglioni di lana e dei cappotti invernali (il trench c'è già, così come il maglioncino blu elettrico, non temete...). Sempre che qualcuno di voi non abbia voglia di portarmi su in macchina, eh?
1 settembre 2009
La rentrée, tre mac e l'improvvisazione di un cappuccino
La biblioteca di quartiere, che con immenso entusiasmo avevo scoperto chiamarsi François Villon, è chiusa la mattina, come se fossimo in Italia. Anzi, come se fossimo in un pessimo sistema bibliotecario italiano. Domani è la rentrée, in Francia: i ragazzini ricominciano la scuola e c'è tutta una frenesia da fine delle vacanze, in giro. Sarà per questo che, esattamente in linea con quanto annunciato ieri dal mio mac e dalla météo di TF1, oggi piove parecchio. Non violentemente, ma in modo deciso e autunnale, di modo da preparare - appunto - la rentrée. Che si fa, dunque, quando la biblioteca Villon è chiusa e tu vuoi chiarirti le idee prima di incontrare Madame X? Il parco, va da sé, non è una buona idea: è umido quando il clima è secco, non posso immaginare sous la pluie. Dunque un caffè, scelgo questo in Bd de la Vilette, piuttosto carino con delle biciclette appese al soffitto, il menu scritto col gesso su lavagnette verdi, una giovane col mac che mi dà le spalle e che parla con qualche parente su skype (che qui c'è il wifi, mi raccomando: uì-fì), un signore corpulento con un mac e la kippah, due ragazze, sedute fuori perché son tabagiste, e un fascinoso blogger con un mac. Ordino un café-au-lait (2 euro e 50) e il cameriere calvo mi porta un caffè lungo in tazza grande con un bricco di metallo pieno di latte insolitamente schiumoso. Mi invento un cappuccino, mi stringo un po' nel maglioncino di lana (e acrilico) che potrebbe essere il miglior alleato prima dell'arrivo del cambio invernale, e inizio a chiarirmi le idee.

Dunque, dove eravamo rimasti cinque mesi fa?
31 agosto 2009
Carte e carboidrati
Vorrei tranquillizzare tutti voi, lettori e lettrici. Benché ieri abbia visto il pilot di Hung, benché ieri abbia visto il pilot di Weeds, non ho deciso di prostituirmi di spacciare droga, ho ancora una quindicina di euro nel mighty wallet™ (grazie anche alle carte di credito) e sono ancora abbastanza in forma e in salute (grazie soprattutto ai carboidrati).

Ora vado a bere un caffè con un amico (quello che mi dovrebbe lasciare casa, ma questa è una storia che merita un post) e poi vado in biblioteca a fare mente locale, che domani incontro Madame X, che non è Lana Turner ma la professoressa con cui lavorerò a P IV, che mi firmerà un foglio che libererà i fondi che mi consentiranno di comprare la Nutella e tutto il superfluo di cui ho bisogno.

Domani si comincia, signori.
DIARI
6 ottobre 2007
Paris
Ieri notte ho sognato un video in cui Paris Hilton cantava Double Je, cioè la canzone di Christophe Willem, vincitore di Nouvelle Star 2006, che le radio passavano ossessivamente mentre ero a Parigi. Io non so proprio per quale motivo sogni cose così assurde, so solo che mi sono addormentato guardando l'ospite di Marzullo che chiedeva alla psicologa perché di solito non ci si ricorda i propri sogni e che mi sono svegliato chiedendomi perché sogno certe cose e perché non le dimentico.

Credo che oggi pomeriggio andrò in giro per la città a fotografare. Lunedì parto per Pavia, giovedì ritorno a Genova, lunedì parto definitivamente.




Quand je serai grand je serai Beegees
Ou bien pilote de formule un
En attendant je me déguise
..c'est vrai ..
Que tous les costumes me vont bien
Le rouge , le noir , le blues , l'espoir, noir !
De toutes les couleurs j'aime en voir

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permalink | inviato da suibhne il 6/10/2007 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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