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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
5 maggio 2009
T-Bag gets Physical

So che qualcuno si è impensierito ma sto bene. Muovo tutti gli arti, oggi son tornato in palestra e - a parte aver perso un autobus ed essere tornato a casa a piedi, prolungando l'esercizio defatigante - tutto bene. Oggi mi sono allenato (si dice così, ricordate?) con un po' meno scrupolo del solito, cioè dell'altra volta. Non che la cosa mi inorgoglisca, intendiamoci, però non avevo scelta e dovevo difendermi e vi spiego subito perché. 


Oltre a una versione avvizzita di Olivia Newton John in Physical, con tanto di scaldamuscoli verdeacqua ma con i capelli lunghi e una figlia testimonedigeovesca con t-shirt biancosformato e capezzoli ad altezza ombelicale che le si allenava a fianco, in palestra c'era T-Bag. Non uno che gli assomigliava, ritengo, proprio lui. Certo, parlava italiano ed era più alto ma era lui, identico! Potete immaginare il terrore con cui cercavo di non incrociare il suo sguardo. Voi sapete chi è T-bag, no? T-Bag era un pedofilo condannato a non so quanti miliardi di anni di carcere (mai abbastanza, sia chiaro) da scontare a Fox River, dove però era riuscito a farsi una posizione e a fare il bello e il cattivo tempo, comandare una gang di lestofanti e seviziare tutti i giovani detenuti. T-bag è una persona così crudele da essere riuscito a raccogliere la mano che gli avevano mozzato, metterla nel ghiaccio, guidare fino allo studio di un veterinario, sbattergli la mano sul tavolo operatorio, minacciarlo con non ricordo quale arma contundente e obbligarlo a riattaccargliela. Il tutto senza antidolorifici prima o anestesia poi. 


Ecco, 'sto criminale violento viene in palestra con me e la vizza Olivia Newton John, vi rendete conto? C'è da aver paura, non trovate? No, eh?

27 aprile 2009
Il Gianqualcosa e la pinna atrofica

La situazione è molto più grave del previsto. Son tornato in palestra, oggi, mi sono ufficialmente iscritto, ho ottenuto la mia ennesima tesserina (occasionalmente non di biblioteca) e mi si è avvicinato un immenso personal trainer, il Gianqualcosa. 


Il Gianqualcosa mi ha detto "Dimmi tutto di te", mi ha chiesto se avevo avuto incidenti o lesioni ("Non ancora" ho risposto io, ma non pare aver colto la spiritosaggine) e mi ha fatto fare tutti gli esercizi che vanno fatti. E mi seguiva, sapete? Bene, il Gianqualcosa è molto supportive, è un motivatore e ci tiene a farmi sapere che sa che ce la farò.

Eppure, gente, sono più atrofizzato del previsto. Forse qualcuno di voi non sarà sorpreso, i cattivi, gli acidi o i realisti, ma mi sono reso conto che c'è un paio di muscoli che non credo di aver mai utilizzato in vita mia. Mi sono riscoperto Nemo ad agitare una pinna che non va e  forse anche il Gianqualcosa se n'è accorto, anche se non l'ha dato a vedere. 


Domani vi farò sapere quanto starò soffrendo. 


Ah, meno male che Gabriella Caramore ha iniziato una serie di puntate sui quaccheri!

21 aprile 2009
Riacquisire e infarti

Ho riacquisito la sensibilità di tutto il corpo, tranne ilbraccio sinistro. Ho controllato e non pare essere infarto.

21 aprile 2009
Non sento più le spalle

Incurante del torcicollo, della pioggia che mi aveva aveva scolato (aveva scolato me, due colleghi, calendari, un simbolo di una manifestazione nazionale eccetera), dell'incontro-scontro tra una rabbina riformata (la prima rabbina d'Italia, che da giovane si era travestita da uomo per entrare in sinagoga, come Yentl) e una ebrea femminista ma ortodossa, incurante di tutto questo son tornato in palestra.


In un'altra palestra, miei cari, che quella di prima non mi soddisfaceva. Nella palestra dove mi avevano quasi convinto a iscrivermi due anni e mezzo (e otto secoli) fa. In effetti la palestra è molto elegante, ci sono solo giovani, ci sono dei personal trainer che ti scrutano e ti stimolano, c'è profumo di bagnoschiuma e non di sudore, quando corri sul tapis roulant - moderno e pieno di funzioni bruciagrassi o titilla cuore! - hai davanti degli schermi televisivi che trasmettono video alla moda. O meglio, li avrei visti se mi fossi messo le lenti a contatto o se mi fossi tenuto gli occhiali, cosa che ho pensato bene di non fare, con la conclusione che la  palestra mi è parsa un po' annebbiata, che ogni tanto mi sembrava che qualcuno mi guardasse da lontano ma senza capire se volesse l'attrezzo che stavo usando, si chiedesse perché non lo saluto o mi volesse picchiare. Ho soltanto intercettato lo sguardo di un ragazzetto pigro che deve avermi individuato - chissà perché - come lavativo e cercava una alleanza antibrunettiana di fannulloni, continuava a sbuffare e a fare facce come per dire "Eh, ma che stanchezza eh?". 


Solo che sono molto determinato, io, e non l'ho degnato di un cenno. 




Papa can you hear me?

Papa can you see me?

Papa can you find me in the night?

DIARI
13 febbraio 2007
Rosso e per adulti

In palestra oggi c’era la vecchia che puzza di fumo, un ragazzino down e un tipo spaccone che – quando mi ha visto impugnare flebilmente dei pesi da 5 chiletti miseri miseri – ha iniziato a fare i miei stessi esercizi con dei mastodonti da venti chili. Stronzo. Vabbè, non vi volevo parlare di questo, era soltanto una introduzione volta a farvi capire che in palestra vado sempre diligentemente, anche se continuo a non sapere dove mettere l’iPod. Arriviamo al nocciolo:


Sabato prossimo, dopo un ennesimo congresso, sono stato invitato, come un bel po’ di gente di questa piattaforma, tra l’altro, ad una festa di Carnevale. Io non ho mai avuto grande trasporto per la ricorrenza, malgré Bachtin. Non so se ve ne ho già parlato, ma nel mio passato si ricordano travestimenti molto cheap e poco sentiti (cow boy in età prescolare, quindi Remì, Principe Azzurro e Corsaro Verde alle elementari – dotato di parruccona boccolosa nera corvina – e quindi Pirata alle medie – The End). Ma è da un po’ di tempo che ho un certo desiderio e quest’anno ho accettato di ri-travestirmi. Verso le sette meno dieci entro in un negozio di giocattoli che vende anche costumi di Carnevale per adulti. Il fatto che sia vicino a un cinema per adulti è puramente casuale e i costumi per adulti non hanno nulla a che vedere con il cinema per adulti, cosa tra l’altro evidente dal fatto che i film per adulti non hanno di solito legioni di costumisti nei titoli di coda. Ad ogni modo, entro con le idee assai decise quando vedo dietro il bancone la madre di una mia compagna di classe di elementari e medie, di cui non so se vi ho mai parlato ma che – in estrema sintesi – era stata ribattezzata da tutta la classe Piscio Caccola. Io ovviamente la prendevo per il culo ma con stile e senza crudeltà ed è per questo che lei si era innamorata di me. Ho sempre esercitato un fascino perverso verso le persone disadattate, ma vabbé. Tra l’altro la povera PiscioCaccola non era neppure così orribile, ma sapete cosa capita alle medie: in men che non si dica era stata abbandonata dalle amiche ed era stata esclusa come un lebbroso nel Medioevo, se mi permettete l’autocitazione. Ma smettiamola una buona volta di divagare: la signora Bianca mi saluta, mi bacia ed è molto contenta di vedermi essendo stato io uno dei pochi che detestava sua figlia pur considerandola un essere umano. Mi chiede “Sei venuto per comprare qualcosa?” Avrei voluto risponderle “Secondo te sono venuto solo per salutarti” ma poi le dico “Sì, un costume di carnevale da papa o cardinale”. Le si illuminano gli occhi e dice “Eh, me lo immaginavo! da papa non lo abbiamo ma da cardinale sì…” Uff, la mia faccia deve essere un tantino delusa “Lo so che miravi in alto, l’ho sempre saputo! Lo abbiamo anche da prete… ma no, da prete per te no!”. Il che denota che ho sempre ostentato una fastidiosa presunzione e ho sprizzato autostima da ogni poro, da sempre. Provo il vestito e, a parte il fatto che è troppo lungo, mi sta da – con rispetto parlando – Dio. Mi giro benedicente e uno stuolo di commesse e si sperticano in ooooooooh e ci manca poco che mi chiedano di poter baciare l’anello. La cosa mi convince che da cardinale starei assai bene, pago il tutto ed esco. Attualmente c’è un vestito rosso cardinale appeso in camera mia e io sto facendo le prove generali. Certo, avrei preferito da papa ma da papa non si può quindi le ipotesi sono due: 1) faccio Ratzinger quando era ancora Cardinale (quindi mi rileggo le cose sul Relatifismo); oppure 2) faccio Gänswein però con la voce di Ratzinger?


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6 febbraio 2007
Ritorni: che fine hanno fatto... come l'ultima puntata dei telefilm

Giornata di ritorni, questo sei febbraio. Ho rivisto Baspi, ve la ricordate? Ha sempre i capelli corti, un po’ troppi a dire il vero, ma sta abbastanza bene e sorrideva moltissimo. Portava a spasso un cagnolino minuscolo, credo che un giorno diventerà un doberman ma attualmente è un tenero cucciolo e lei è contenta. Poi ho visto la Regina dell’Invidiaricorderete anche lei. Era con il suo decennale fidanzato che non avevo mai visto da vicino: è antropomorfo mentre lei si conferma di una bruttezza inquietante. Ho scoperto che lui, esule valdostano, ha preso in affitto un appartamento nel palazzo di fronte a lei ma lei resta con i suoi. Pare non si sia laureata e ora lavora all’Ikea.


E poi io sono tornato in palestra, dopo la luuuunga convalescenza (sono passati quasi due mesi da quando ho notato il morso del vampiro e dall’inizio della pitiriasi. Ora restano delle macchioline marroncine praticamente invisibili, ma spero spariscano anche loro nel giro di un paio di settimane). Devo dire che le spalle mi fanno male e questa è una buona cosa. Oltre tutto ho scoperto che nel mese di assenza (mese e mezzo, a dire il vero… quasi due) la palestra è cambiata, sono scomparsi i personaggi tipici e sono arrivati un sacco di personaggi che hanno gravi problemi di motilità, come il sottoscritto. Oggi, ad esempio, c’erano ben sette debuttanti così suddivisibili: 1) un lui e una lei, entrambi con problemi di fiato e di costanza. Spero continuino perché mi gratifica il confronto; 2) una corpulenta, assai corpulenta sudamericana di circa quarantenni vestita con una tuta lilla. Vuole smettere di fumare ed è un po’ imbarazzata. Che continui o non continui mi è indifferente, se continua spero continui quando non ci sono io perché usa una tuta troppo stretta e la ciccia straborda come un blob, poverina; 3) una detestabile cinquantenne cotonata, con una pettinatura allo schiaffo come Pina Fantozzi la sera di Capodanno. Lei non vuole smettere di fumare perché fumare le piace. Le sono passato vicino e puzzava di sigarette spente. Spero non torni mai più; 4) tre amiche magre ma poco toniche. Spero che tornino e rassodino. Lo spero per loro, ovviamente.


Ad ogni modo, ho fatto i miei esercizi con fatica e costanza, cosa che i dolori sparsi stanno a testimoniare. Non avevo il lettore mp3 non solo perché ormai ho un mirabolante iPod grigio ma soprattutto perché stasera c’era lei, ma è stata un’eccezione perché stare da solo, in palestra, mi è più congeniale. Secondo voi come mai tutta 'sta folla di nuovi arrivi in palestra? già la prova costume che spaventa? Non so proprio... per ora l'unico mio interesse è collaudare in palestra il mio iPod. Soltanto che temo di non sapere dove metterlo, mentre sgambetto e sollevo. Non ho tasche e certo non posso tenerlo in mano...

Esiste un porta iPod da collo?


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13 dicembre 2006
Deltoidi, Flaubert e i crimini contro l'umanità

La mia assenza di questi giorni vi ha messo un po' di ansia, me lo dicono i passanti e le vostre mail, e questo post serve per tranquillizzarvi: sono vivo e in palestra va bene. Perché pare che l'unica domanda che ha senso pormi, in questo periodo, non sia l'odiosa "Cosa fai a Capodanno" ma "Come va in palestra". Io ne capisco il senso, so che non avete fiducia in me. Eppure va, ed è quasi un mese.
Ho imparato alcune espressioni gergali, ad esempio: non si chiede "Quante volte vieni in palestra alla settimana?" ma "Quante volte ti alleni alla settimana?". Io mi alleno due o tre volte a settimana, se ve lo steste chiedendo. Ad ogni modo, continuo a sentirmi lievemente inadeguato per una palestra ma vado avanti, con calma e determinazione. Certo, ogni tanto dopo la quindicesima volta che uso i tricipiti passo direttamente alla diciannovesima, ma non è un reato tanto grave, no?
Ormai conosco tutti i frequentatori della palestra, anche perché sono sempre gli stessi quattro, ad ogni ora e in ogni giorno vada non vedo altro che loro: c’è un commesso di supermercato di Sestri Levante che si è trasferito a Genova per matrimonio (povero) che mi ha detto testualmente “Beh, se sono le prime volte che vieni in palestra non sai ancora gestire la fatica” (bah), c’è il ministro Bianchi, c’è un francese pettinato come Barthez che fa parte dell’equipaggio di un cinquanta metri ormeggiato al Porto Antico e che parla solo francese o un inglese francaisizé e c’è un sudafricano bianchissimo che lavora anche lui su un panfilo e che assomiglia come una goccia d’acqua a un attore il cui nome non so. Quest’ultimo parla solo inglese e l’altro giorno ci ha tenuto a farmi sapere che sbagliavo l’impugnatura di un attrezzo strambo che serve a sviluppare qualcosa. Ora, io non so perché questo sia venuto in barchetta dal Sudafrica a rompere il cazzo a me, ma ho come l’impressione che sia scappato dalla commissione di indagine sull’Apartheid. ‘Sto stronzo.
Ma neppure questo cafone maledetto, colpevole di crimini contro l’umanità, mi ha fatto desistere e continuo nel mio progetto di lotta contro il rotolino. Prima di andare in palestra scarico da Radio Tre i podcast dei programmi più saccenti che ci siano, li metto sul lettore mp3 e mentre sgambetto, muovo cose e fingo di alzarne altre mi sono ascoltato un documentario su Wright, la versione cieca della Corazzata Potemkin (grandiosa e divertente, la trovate qui curata dal collega), alcuni racconti e una intervista a madame des Warens. Un mio amico sostiene che dovrei ascoltare cose più utili a “pompare” (ma che termini usa, certa gente?) oppure non ascoltare niente e fare amicizia. Non credo seguirò il consiglio, però se avete qualche consiglio di ascolto da darmi, lo accetto. Altrimenti scarico tutta l’Education séntimentale, vi avverto…

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