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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
26 agosto 2009
Escursioni
Ci sono dodici dannatissimi gradi. Mi metto una giacca e vado a incontrare la Catte, la nuova Mlle...
20 agosto 2009
Dove il vostro eroe causa un licenziamento
Tra cinque giorni sarò a Parigi, sto ultimando la preparazione psicofisica e superando gli ostacoli posti dai servizi segreti e dalla task force "Blocchiamo i cervelli in fuga", la stessa che ha impedito che Mariagrazia Cucinotta sfondasse in America malgrado le sui indiscutibili capacità. Ci sono ancora le lungaggini burocratiche (che se la sono inventata i francesi mica per niente, la burocrazia!) di cui già vi ho un po' parlato. Qualche giorno fa scrivo a M.lle dicendole che sarei arrivato martedì 25, chiederle se dovevo prendere un appuntamento eccetera. Lei mi dice di non stare tanto a rompere le palle che tra qualche giorno avrebbe scritto a tutti una mail in cui ci avrebbe spiegato "les premiers pas à effectuer". La ringrazio, celando la mia insofferenza.

Bene, oggi è arrivata la mail e la prima frase è stata una stilettata:

Votre arrivée en France approche [che io pensavo fosse riflessivo pure in francese, ma pare di no...] e je vous annonce que je quitte mon poste...

Come!? Se ne va M.lle?! Prima di incontrare me!? Con tutto quel che c'è stato tra di noi!? Secondo me l'ipotesi più probabile è quella originaria: M.lle è un eufemismo per Zitella, anzi: Vecchia Zitella Inacidita ed è arrivata, ormai, all'età della pensione. Voi non sapete quanto ci stia soffrendo, davvero. Ad ogni modo, ci annuncia che al suo posto troveremo una anonima Caterina con doppia a neerlandese nel cognome (la chiameremo per questo Catte, come se fosse di Ravecca), già mi sta antipatica e già me la immagino come Franziska van Almsick o come C.C. Babcock: giovane, arrampicatrice, bella, insoddisfatta e cattiva. Ad ogni modo, devo contattarla in giornata, cercherò di scrivere una mail scostante...

Ma se Mlle fosse stata licenziata perché hanno letto che con me è stata sgarbata? No, perché non potrei perdonarmelo...
10 luglio 2009
Casa ai bordi di periferia? ovvero: Britannia

Ieri M.lle mi ha fatto sapere che se proprio ho delle domande, dal primo al quindici agosto non riceveranno alcuna risposta e, nel caso, di fargliele prima o dopo. Tutta questa corrispondenza della signorina col sottoscritto mi perplime alquanto, soprattutto perché rimane senza risposta la domanda "Mi dai una casa?".

Fino a questo pomeriggio, miei cari, perché mi ha scritto Ruth, che potete visualizzare così o così, per offrirmi uno studio di 26 m2 omniconfort alla Cité Universitaire, segnatamente nel Collège Franco-Britannique. Il prezzo è in linea coi prezzi di mercato, devo dire, e se accettassi avrei risolto già un problema ma non sono per nulla convinto. Intanto ci passa il tram, che per Parigi è come dire nato ai bordi di periferia. Intendiamoci: non è periferia, è un posto molto bello eccetera... però bah... sta là in fondo, ai limiti della zona 1... 


E se perdo il dernier métro, io che peso un sedicesimo di Depardieu? E poi c'è il fatto che io e Britannia abbiamo sempre avuto un rapporto un po' freddino: diffido della monarchia, dei fagioli a colazione e della moquette per terra. Potrei mai vivere, io, in uno studio con la moquette? io, che forse non ho il pollice opponibile, che ho la presa salda della Venere di Milo? già vedo le chiazze di pummarola che non mi consentiranno mai di riavere indietro la cauzione, già mi rimbalza nel cervello il ricordo di quel bricco di caffè che lordo Elvezia... 


Oltre a ciò, penso a due vere questioni. Intanto l'anagrafe: ho una certa età, checché se ne dica in giro, e l'idea di stare in una residenza para-studentesca, in un posto in cui girano solo erasmus britannici, visiting student di tutto il Commonwealth e ricercatori di un po' ovunque mi respinge un po'. Vorrei evitarmi la vita studentesca e fare la persona normale, che vive in una casa normale, circondato da vicini di casa da poter infamare quanto possibile. E poi c'è la cosa più seria di tutte. Guardate la foto del Collège. A cosa vi fa pensare? Esatto, al Dakota Building, quello davanti al quale hanno ucciso Lennon e dentro al quale si svolge Rosemary's Baby. 


Ecco, secondo voi io posso vivere sul set di un film dell'orrore?

8 luglio 2009
Ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi ti amo e poi: Suibhne e la burocrazia transalpina

Il mio rapporto con lo stato francese, nella figura del municipio di Parigi, sta iniziando sulle note delle reciproca diffidenza. Diciamoci la verità, siamo un po' simili, noi e l'amministrazione di laggiù: crediamo che il mondo sia stato creato per darci fastidio, ci consideriamo la miglior scelta possibile e proviamo un istintivo fastidio quando qualcuno ci rivolge la parola. Inoltre, come scoprirete presto, non amiamo rispondere alle mail. 

Ricorderete i problemi che avevano caratterizzato la domanda che mi porterà a Parigi tra un mese e mezzo, non sapete tutto quello che è successo dopo. Qualche giorno prima della pubblicazione delle graduatorie, mi arriva una mail lapidaria di una incaricata della mairie che si chiama come la strega cattiva dei Masters: manca un documento, monsieur, e se non ce lo invia entro pochissime ore la sua domanda sarà cassata. Brutalmente cassata, dico io. Nel panico chiamo Siena, dove una pigra dipendente fa il suo lavoro con solerzia e nel giro di poco mi arriva il documento che traduco e rinvio alla strega cattiva, la quale non mi risponde.

Niente, pare scomparsa e non risponde alle mail. Cerco in rete il numero di telefono, che non esiste, chiamo il ministero della ricerca che mi insulta e dice che ho sbagliato numero. Niente.


La strega cattiva rispunta fuori a metà giugno, per darmi - senza alcun commento che non fosse felicitations - la notizia che ormai sapete e che pacifica l'inquietudine da Et maintenant que vais-je faire? Aggiunge solo una frase che appare normale a tutti ma che angoscia il sottoscritto: è necessario confermare che accettate la borsa ENTRO pochissimi giorni e dovete farlo sia voi che il vostro département d'accueil. Io rispondo grato, immantinente, scrivo alla professoressa per darle la notizia e invitarla a scrivere e lei mi risponde che è felicissssssima dall'idea di lavorare con me e che aspetta a settembre il mio dossier de recherche. Dalla strega cattiva niente. Neanche un "ah, bravo... grazie per la mail". Niente.


Voi capite, io mi sono agitato. Ho riletto cinque volte la mail e ho scoperto che, come per miracolo, era comparso un numero di telefono, sotto la firma della strega cattiva. Che avreste fatto voi? io ho chiamato, da ansioso. Ecco com'è andata la telefonata:


Suibhne: Sì, buongiorno... vorrei parlare con La Strega Cattiva

Strega Cattiva: Sono proprio io

Suibhne: Buongiorno, sono il dottor Suibhne, la chiamo dall'Italia, bla bla bla, volevo sapere se ha ricevuto la mia conferma visto che...

Strega Cattiva: Ecoutez, monsieur, lo sapete quanto lavoro ho da fare io? nella mail che vi ho spedito c'era scritto che l'avremmo contattata noi e allora perché chiama? mica posso rispondere a settanta persone, sapete? Come vi chiamate?

Suibhne: No, no, ma capisco... Suibhne...

Strega Cattiva: Sì, sì, non vi agitate... ho qui la sua conferma, anche quella della professoressa di cui storpia il nome... va tutto bene

Suibhne: Grazie, mi scusi, arrivederci...

Strega Cattiva: Sì.


Capito, la stronza? Un paio di giorni dopo mi arriva una mail che mi comunica che con la Strega Cattiva non avrò mai più niente a che fare e che sono stato sbolognato al BACE, che è un Ufficio comunale per l'accoglienza dei ricercatori stranieri. Pensate al vostro comune. Pensate a un ufficio per l'accoglienza dei ricercatori stranieri. Sembra strano, eh? Ad ogni modo, mi sbolognano a una persona che mi scrive pochissimo tempo dopo per presentarsi e per chiedermi se ho bisogno di qualcosa. Non me lo chiede, però, come Vito Corleone ma come una persona pagata per darmi una mano e io le (dopo lunghi studi filologici sul suo nome di battesimo, ho scoperto che è femmina solo perché si firma M.lle, cosa che la qualifica, ai miei occhi, come una anziana signora dedita al suo lavoro e che non si è mai sposata, chissà perché) sono grato. Mi serve una casa, una assicurazione, un conto in banca? ci pensa lei, che mi ricorda anche di portare il biglietto dell'aereo perché me lo rimborserà! Le ho risposto che è molto gentile e che la ringrazio e che in effetti vorrei sapere questo questo questo. 


Niente, nessuna risposta. 


Oggi, però, ho ricevuto una mail da M.lle. Dice che va in vacanza dal 25 luglio al 15 agosto e mi saluta. Ora, come faccio a dirle che voglio informazioni, non diventare suo amico e tantomeno tramutarla in Mme?

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