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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
16 settembre 2009
Stefano Accorsi, il cinema italiano e il cesso
Inaugurazione in pompa magna, ieri, della nuova Feltrinelli di Genova. Immensa, sette piani di libri, dischi eccetera, unisce la Feltrinelli e Ricordi, iper moderna eccetera. Ma non è di questo che vi voglio parlare. Vi chiedo, invece, una cosa: secondo voi chi decide chi debba essere ritratto sulla porta del cesso della libreria?








E poi, che proverà Stefano Accorsi a vedersi là sopra, in posizione vagamente cacatoria?
consumi
21 dicembre 2006
laF - Gli iniziati e il Natale

È difficile che Feltrinelli sia vuota, a Genova. C’è sempre qualche quattordicenne che compra il solito Fenoglio, il solito Pavese, il solito Moravia. C’è sempre almeno una vecchia che cerca il libro presentato il giorno prima in qualche talk-show, c’è sempre qualche ragazza coi capelli biondi e gli occhiali che guarda i libri della Allende (ma quanti ne scrive), c’è sempre qualche tipo un po’ outsider tra i fantasy, qualche professore tra i libri di filosofia, qualche vecchio tra i libri di storia (di solito quelli paperback), qualche cetomedioriflessivo che cerca l’ultimo Adelphi, qualche donna che cerca ricette. E poi vabbè, ci sono sempre io ma non c’entra. Ah, e spesso c’è gente che fa richieste buffe tipo “Vorrei Il cappotto di Gogol, però non so chi sia l’autore”. Ad ogni modo, oggi da Feltrinelli c’era l’universo. Non ho mai visto un negozio tanto pieno, una densità che nemmeno in Olanda. Cosa spinge gente che in libreria non entra mai a comprare, per Natale, un libro? Perché un analfabeta di ritorno, amico di analfabeti di ritorno, si ritiene legittimato a regalare un libro che nessuno leggerà? Perché, poi, mi spintonano tutti mentre – con il mio cestino – guardo gli ultimi Strade Blu o gli Adelphi più preziosi? E poi dove vanno, questi neofiti brancolanti nel buio, con quei foglietti in mano e quei visi sbarellati e decisi, con gli occhiali da lettura che sembrano nuovi di zecca?


Oggi, da Feltrinelli, non c’era nessuno dei soliti clienti, giusto io. C’era anche il mio nemico numero due, il commesso che io odio e che mi odia a cui non chiederei neppure di spostarsi dal mio piede se me lo stesse calpestando. Mi ha stranamente sorriso, come per dire “Almeno un volto conosciuto!”, come per cercare un’alleanza di iniziati, tra clienti ignoranti e commesse in prova. Peccato che io lo odi e l’abbia lasciato in balia di uno che chiedeva “Un romanzo di Chatwin, ma il più romanzo, se no poi XY si scazza”.

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