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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
7 settembre 2009
Assegni francesi, assegni italiani
Pare che in Francia esistano due formati per gli assegni: un libretto è del tutto simile a quelli italiani, loro lo chiamano classique, un altro sembra un passaporto e si apre sul lato alto, loro lo chiamano italien benché in Italia non se ne siano mai visti fatti in quel modo. Deve essere uno dei grandi misteri delle nazionalità imposte, come l'insalata russa, la zuppa inglese, gli spaghetti alla bolognese, le veneziane, le mantovane o la pizza hawaiana.

Prendetelo come un flash forward, questo post, poi vi racconto tutto per bene...
26 agosto 2009
Un nuovo reality sul suolo francese, tra TV e Vita Vera
Ieri, in Francia, è iniziato un nuovo reality o, come dicono qui, una nuova télé-realité. Questo genere, da questa parte delle Alpi, la fa da padrone: mentre vi scrivo, alle sette meno un quarto, su TF1 c'è Secret Story, una sorta di remake molto sceneggiato del Grande Fratello, su France 2 c'è Fort Boyard, una sorta di Survivor, una Isola senza famosi. Ma è meglio così, perché tra un po' inizieranno i preserali, trainatori di tg: N'oubliez pas les paroles su France 2, che è il format che in Italia ha presentato Pupo e, quel che è peggio, Le juste prix su TF1. Sì, OK il prezzo è giusto, che qui fa ancora sfaceli e oltre il 30% di share. C'è la Voce che chiama il presentatore, che non è Sabani, che non è Iva, che non è la Foliero ma che è questo tipo vitaminizzato, energico e strillante che si chiama Vincent Lagaf' (sì, con l'apostrofo...). Il pubblico pare lo stesso, invece (hanno appena presentato Rosario, un concorrente che viene da Catania e ovviamente lo prendono per il culo), e inutile dire che la loro Anna Laura Ribas è molto più vestita.

Ad ogni modo, il reality di cui vorrei parlarvi inizia così: c'è un filologo romanzo su un aereo che esattamente come la mamma di Kevin ha un flash improvviso e terrificante: "Cazzo! ma nel calcolare i contanti da portarmi dietro, ho tenuto conto della cauzione dell'appartamento?". La domanda contiene in sé la risposta: Ovviamente no. Il concorrente, quindi si faccia i conti in testa per persuadersi definitivamente di non avere abbastanza soldi in tasca ed è solo a questo punto che arriva la prima prova difficile: infilarsi una mano in tasca e, senza che nessuno lo veda, senza estrarre la mano, contare diverse centinaia di euro per cercare di capire quanto è grave il problema. Il concorrente, vi dico, ha superato brillantemente la prova ed è passato allo stadio successivo: raggiungere dall'aereoporto di Orly la residenza di Belleville senza usare contanti e, anzi, ritirare 100 euro con una carta di cui non ricorda il codice, nascosto all'interno dell'immenso zaino che non è pratico aprire davanti ad un bancomat. La seconda prova lo coglie, a sopresa, già in aeroporto: il guichet automatico non gli riconosce la carta di credito ed è obbligato a spendere 9 euro e 55 centesimi in contanti. Prova sorpresa fallita.

Orlyval, RER, metro, Place Colonel Fabien.

[Per vostra curiosità, Rosario ha vinto il gioco, ora il presentatore lo prende per il culo dicendo che sembra un carabiniere e chiedendogli se ha mai rubato una macchina, quindi gli fa fare il gioco quitte ou double. Certo che Rosario in sei anni di vita in Francia avrebbe potuto affinare la pronuncia, segnatamente quella dei numeri, visto che va a un gioco come questo. Ma torniamo sotto la sede dei comunisti.]

Place Colonel Fabien, dunque. Il concorrente, con diciotto chili di zaino sulle spalle e dieci chili di zaino sulla pancia, deve trovare un bancomat - cosa facile - e deve cercare di ricordare il codice della carta mai usata prima, sperando che funzioni in Francia e che gli consegni  gli ultimi cento euro del suo conto. Carta inserita, il concorrente sceglie l'italiano tra le lingue possibili. La schermata gli chiede il PIN. Digita la prima cifra, la seconda, la terza, la quarta, la quinta. Lo schermo dice Attenda, il concorrente attende. Il bancomat sputa fuori la tessera e poi i soldi, prova superata! Raggiunto l'appartamento - il proprietario non c'è ancora e il concorrente è obbligato ad aspettare un quarto d'ora in corridoio, dove sono parcheggiati i passeggini, esattamente sopra un preservativo  (abiteranno qui Baby Hermann e Stewie?) - consegnati gli sporchi maledetti e subito soldi, il concorrente si delizia del nuovo appartamento (lo Studio) ma non ha tempo di rilassarti: inizia la nuova fase del reality: quanto gli sarà rimasto in tasca? Due banconote da dieci euro, una banconota da cinque euro, una moneta da cinquanta centesimi, tre monete da dieci centesimi, una moneta da due centesimi, una moneta da un centesimo.

La sfida, ora è: riuscirà il Concorrente a sopravvivere a Parigi con 25 euro e 83 centesimi in contanti dal 25 agosto al 2 settembre, quando la Catte gli darà l'assegno che significa Vittoria in ogni gioco che si rispetti?

Attualmente (mercoledì 26 agosto, ore 19.45) il concorrente ha ancora due banconote da dieci euro, una moneta da un euro, una moneta da venti centesimi, tre monete da dieci centesimi, tre monete da cinque centesimi, una moneta da due centesimi e due monete da un centesimo.  Dopo un giorno di gioco il concorrente si trova ancora con 21 euro e 69 centesimi in contanti.

Appassionante, non trovate?

Nel frattempo Rosario ha perso tutto, non ha saputo il prezzo della pasta cinese. Però che bastardi, la pasta cinese...
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