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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
6 luglio 2008
Marronconiglio

Era da un po' che non succedeva, miei cari, ma temo sia capitato qualcosa e bisogna ritornare nei Suibhluoghi oscuri


C'è un coniglio che mi segue. 


Andiamo per ordine, come si deve fare in questi casi. L'altro ieri ero in BnF e discutevo di santa Elisabetta d'Ungheria con una groupie slovacca che mi era venuta a sentire al convegno. Mentre non so che dicessimo sorseggiando un caffé, guardo fuori dal vetro e vedo un coniglio. Ora, io non so se voi avete presente come è fatta la BnF: quattro torri fatte a libro aperto e sottoterra un giardino inaccessibile, con alberi inchiavardati perché non rompano i vetri dei grattacieli, una folta vegetazione senza criterio e felci, tante felci. Io ho sempre creduto che il giardino inaccessibile fosse disabitato, mentre lui sostiene che in realtà quella specie di foresta amazzonica sia abitata da una tribù importata dal Brasile per permettere a Lévi-Strauss di continuare i suoi studi ancorché centenario. Ad ogni modo, si parlava di santa Elisabetta e io strabuzzo gli occhi: Un coniglio! le dico, nella speranza che lo vedesse anche lei. Che buffo, dice, il che mi fa pensare che lo veda pure lei. 

Ieri, invece, stavo seduto sulle scalette di legno della BnF a prendere un the alla menta con un mediolatinista della Normale (questa Normale, non questa) e rispunta, nello stesso identico angolo, il coniglio marrone che mi guarda e sgranocchia un filo d'erba. Un coniglio! gli dico, nella speranza che lo vedesse anche lui. Già, mi risponde, credo sia nato lì... Confesso che in questo momento lo stupore si è spostato dal coniglio al mediolatinista: nato lì? non sapevo se raccontargli come nascevano i bambini o spiegargli che la generazione spontanea non è più tanto di moda, poi si è applicato e ha capito da solo l'errore. 

Oggi di nuovo, uscivo dal bagno e trotterellavo per il corridoio quando vedo una tipa che sta impalata davanti alla vetrata e guarda fuori. C'era il marronconiglio che sgranocchiava il solito filo d'erba e mi guardava. Guardava me, capito? E voi sapete che io non sono uno che ha manie di persecuzione o chissà cosa. E' evidente, miei cari, che il marronconiglio mi vuol dire qualcosa. Non so, è un messaggero di un'altra dimensione, è come Vincent in Lost, o forse è come un orso bianco in Lost o - dio non voglia! - come le nuvolette nere in Lost!  Ma chi l'avrà mandato e per dirmi cosa? Io l'ho osservato un po' e ho cercato di capire, ma non ho capito... non credo voglia che lo segua, anche perché dovrei rompere un vetro e morire dissanguato nell'attesa dell'arresto. Ma ammettiamo anche, per assurdo, che il coniglio non sia lì per un disegno ancora incomprensibile  tracciato da qualcosa più grande di me (la CIA, dio, Benjamin Linus, Maria De Filippi): cosa diavolo ci fa un coniglio intrappolato in un giardino inaccessibile? chi ce lo potrebbe aver messo? 


E' evidente che mi vuole dire qualcosa, devo solo aspettare di capire cosa e spero non sia né uccidere mio padre né spostare la BnF. Quello che è sicuro è che il coniglio è là per me: stasera ho comprato del cibo cinese dal traiteur cinese sotto casa e mentre stavo uscendo con il mi bel sacchettino pieno di cose che contraddicono questo post, la signora cinese mi chiama e mi dà una cosa. 


Questa


Bianconiglio



Ancora dubbi? La BnF vuole parlarmi e ha mandato un coniglio. Vi terrò aggiornati.

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