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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
23 giugno 2008
04:04. Le ingiustizie senza fine.
Ieri sera sono passato per caso in stazione e già che c'ero ho fatto il biglietto per Bologna, scoprendo che il treno partiva alle 5.50 e non alle 5.58 come pensavo. Poi stamattina  mi sono alzato alle quattro e mezza, sono arrivato in stazione alle 5.19 (gli autobus non sono molto frequenti, alle cinque di domenica mattina!) ma ho scoperto che il treno era già al binario, quindi mi sono accomodato e ho dormito. Poi sono arrivato alle 9.30 spaccate a Bologna, sono uscito e ho trovato subito la navetta per l'aeroporto, ho anche trovato da sedere, e alle 10 ero già davanti allo sportello del check-in, con molta gioia perché tutto è bene quel che finisce bene e perché evidentemente il grumo di sfiga che mi ha investito in 'sto periodo doveva essersi sciolto. Poi vedo, sullo schermo delle partenze, che vicino all'annuncio del volo my.air 8i 55020 per Parigi, delle ore 12.15 lampeggiava una scritta "Ritardo 19:40". Ho cercato di attaccarmi a ogni più piccola speranza che l'aereo partisse con diciannove minuti e quaranta secondi di ritardo, ma era evidente che no, l'aereo era in ritardo di sette ore e venticinque.
Io devo avere incrinato in qualche modo l'ordine pacifico dell'Universo perché sia davvero un periodo così di merda. E poi sto somatizzando tutto, peggio che in campagna elettorale. Non so più cosa aspettarmi.

Aggiornamento delle 17:16
. My.Air-la-dannata ha deciso di ricompensarci per la pazienza con un pasto. Da spizzico o meglio, da Ciao, quella specie di self service da autogrill o aviogrill (come recita la targhetta sul petto dei mobbizzati servitori). Il pasto consiste, lo recita una dozzina di foglietti bianchi di cui è cosparso il "ristorante", da "Un Primo Piatto, un contorno (caldo o freddo), una bevanda". Sotto è specificato, a mano in incazzoso stampatello, "NO FRUTTA / NO TORTA / NO MACEDONIA". In pratica ci fanno mangiare, sì, ma non roba sana. Prendo le lasagne con le melanzane e le patate al forno, poi scopro che ho diritto all'acqua, ma non all'acqua che sta in frigo. Maledetti. Mangio da solo, con viso intenso, a fianco di una coppia bolognese (o delle vicinanze) Lui è più vecchio di lei, o forse è lei che si porta bene la sessantina. Ad ogni modo lei sta partendo per Palma (de Mallorca, immagino) e lui non va. Lui è un po' indispettito ma lei dice che deve smetterla di lamentarsi, perché se lui non parte è perché è malato, altrimenti sarebbe andato in giro tutto luglio per i fatti suoi come al solito. Ci sentiamo di dare ragione alla signora. Poi concludono che bisogna bere molta acqua e che devono comprare un sacco di acqua minerale, visto che a lei serve per la cellulite e a lui per la sua malattia. Secondo me ha i calcoli. Dopo pranzo acquisto la coppia di giornali che mi tengono compagnia in 'sti casi: Internazionale e Vanity Fair. Mi posiziono vicino a un maxischermo che alternativamente trasmette un documentario sull'Africa di Cisco (ex Modena City Ramblers) e un servizio su Bologna che indovino tratto da National Geographic Channel o uno di quei canali lì. Nel frattempo rivedo e ri-rivedo l'intervento per martedì, perché vi ricordate no? Poi ricambio posizione, maledico l'aria condizionata che non funziona e mi posiziono in un luogo abbastanza tranquillo. Passo davanti a uno schermo che mi annuncia che l'aereo partirà alle 20:15. Porca puttana e non solo lei. Scopro che se vado al secondo piano, posso nascondermi da Spizzico, dove c'è l'aria condizionata, che è da dove vi scrivo. Sto alternando lavoro (ormai non so più che fare alla relazione, in mancanza di francofoni che possano darmi notizie... potrei lavorare alla tesi ma mi pare impudico, quindi leggo Zumthor), lettura (sempre questo, che è molto bello davvero) e Vanity Fair (che bella la poesia di Bondi sulla Meloni!). E scopro che la partenza è prevista per le 21:30. Mi sento un po' Pollyanna, ma forse questo vuol dire che almeno vedrò il primo tempo della partita. La voce ha appena annunciato che ho diritto a uno snack da Spizzico. Avrete aggiornamenti successivi.

Aggiornamento delle 04:04. Entro adesso in casa a Parigi, 23 ore e 20 minuti dopo essere uscito di casa a Genova, oltre tredici ore dopo il previsto, più di trentasei ore dopo l'ipotesi originale. E inoltre, come ben capite, dalle 17:16 alle 04:04 c'è un buco molto grande in cui possono succedere molte sfighe. Che sono successe. Ma ho sonno, le saprete domani.
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